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Le date di Gesù - Giovanni Massaro - 19/09/2009
Ho dato uno sguardo e sono rimasto colpito dalla mole dei dati raccolti ed esposti. Ma le date che riguardano la vita di Gesù sono chiare ormai e non ci dovrebbero essere più dubbi.

Innazitutto il decimoquinto di Tiberio Cesare è un anno di Roma, anche se con Eusebio nel quarto secolo era diventato definitivamente lunisolare. Luca tramite la dedica all'inizio del suo Vangelo si rivolge in effetti direttamente all'Imperatore non agli Ebrei. Non sono uno storico, ma l'anno va dal primo marzo del 27 d.C. al successivo primo marzo del 28 d.C. e coincide esattamente col 780 di Roma. Questo è l'anno in cui il Battista ha iniziato ed anche quello del Battesimo di Gesù, 22 settembre del 27 d.C. Quindi il decimoquinto di Tiberio Cesare non ha nulla a che vedere con la morte di Augusto dell'agosto del 14 d.C. come hanno scritto dall'inizio del terzo secolo per interpretare il suo Vangelo, dopo la morte di Ireneo, che di fatto lo aveva incluso nei canonici.
Dalle sovrapposisioni di calendario il Vangelo di Luca ha portato uno scombussolamento più forte nella data spostata di un mese. Non più il primo marzo, data vera, ma primo aprile, data del primo censimento di Quirinio (primo aprile del 3 a.C. mentre il successivo è del primo aprile del 6 d.C., sempre dalle sovrapposizioni di calendario). Il primo aprile però non era alcun capodanno di qui la scelta intermedia sul 25 marzo, nel quarto secolo, scambiandola in base a certi usanze ebraiche col concepimento.
La data del primo marzo del 3 a.C. è nell'anno 309 di Alessandro. Sembrerebbe risolto il rebus dell'anno, la convinzione è di tutti gli Evangelisti, ma la data vera è del primo marzo del 6 a.C., quando sarebbe avvunuto il vero censimento, non il primo di Quirinio.

La morte di Erode è al secondo giorno del Purim (notte astronomica 12-13 marzo dell'anno -3) come data antica risulta VII alle Idi di Marzo 750 di Roma (4 a.C.).
Risulta anche un'altra coincidenza: la morte del Battista è all'anniversario del Purim 25-26 febbraio del 31 d.C., 35 anni ebraici (contati ebraicamente) di regno per Antipa, ma il compleanno è di Gesù. Luca non ha menzionato la pagina sinottica come Marco (più antico) e Matteo, forse proprio perchè non era il compleanno di Antipa, Luca afferma nella dedica del suo Vangelo di aver tutto controllato.

Giovanni Massaro
Buongiorno Giovanni, ti ringrazio per la tua mail che ho pubblicato nella mia sezione rubrica lettori. Spero non ti dispiaccia questo. La terro in considerazione per approfondire le mie ricerche.
Nemmeno io sono uno storico, da poco tempo mi sono appassionato ai Vangeli Apocrifi e alla figura storica di Gesù e da poco tempo ho creato il mio sito. Sono continuamente alla ricerca di materiale per continuare a studiare il Gesù Storico e, quindi, poter con il tempo aggiornare le varie pagine del sito. Non sono convinto, comunque, come scrivi nella tua mail che le date che riguardano la vita di Gesù siano ormai chiare e sicure al 100%.
Vorrei chiedere un tuo giudizio, se mi permetti, su questo documento:
http://www.vangeliapocrifi.it/sentenza-condanna.php
Ho già letto su internet recentemente delle pagine su internet scritte da un Giovanni Massaro, non so sei tu l'autore o collaboratore di quelle pagine che qui sotto ti indico.
http://www.innomedimaria.it/date_gesu_giovanni_massaro.htm
http://www.innomedimaria.it/date.htm
Cordiali Saluti.

Il Webmaster Site - Vangeli Apocrifi
Buongiorno anche a te, non ho capito bene il tuo nome. Non mi dispiace affatto che tu abbia pubblicato la mail e sono rispettivamente l'autore ed il collaboratore delle pagine del sito www. innomedimaria.it

Ireneo già metteva in guardia dalle eresie che già circolavano al suo tempo ed è per questo che per primo dovette prendere la decisione di fare distinzione tra canonici ed apocrifi.
Questa decisione ha aperto la strada alla complessità di interpretazione che comportava il Vangelo di Luca, unita anche a qualche traduzione che si sono trovati di fronte i successori a cominciare da Clemente all'inizio del terzo secolo in seguito Ippolito, poi Tertulliano, Origene e qualche altro.

Ireneo sosteneva, raccogliendo le testimonianze che l'età di Gesù fosse compresa tra 40 e 50. Si contraddiceva, perchè dovremmo collocare la nascita dal primo marzo del 6 a.C. fino al venerdì 31 marzo del 36 d.C., 14 Nisan, Primo degli 8 giorni degli Azzimi. L'età di Gesù alla sua morte, invece, risulta quasi 40 anni, mentre le eresie che già circolavano dicevano soltanto trent'anni. Ippolito, un suo discepolo quando era ancora a Roma, raccolse questa eresia che già circolava ed affermò che Gesù era nato il 2 aprile (2 a.C., risulta sabato, il giorno e mese risultano anche in conformità al Vangelo di Luca) e morto il venerdì 25 marzo (29 d.C.), età complessiva 30 anni! Aggiungeva che al 25 marzo era il 16° di Tiberio, perchè forse prendeva in considerazione il censimento postecipato di un anno del 14 d.C., si contraddiceva perchè giustamente il documento in oggetto parla del 17° di Tiberio Cesare al 25 marzo, olimpiade 121 (I 201, doveva essere forse scritto nell'originale come I CCI).

Non è stato sufficiente per me scrivere che Gesù è nato al capodanno del primo marzo, giorno di confusione per l'eliminazione ufficiale, ma non sufficientemente propagandata, del 30 febbraio (primo della serie), ma mi sono preoccupato soprattutto di capire dove e perchè si sono confusi tutti i predecessori in 2000 anni.

Questa data che ho trovato verso settembre del 1997 ragionando sulla congiunzione Giove-Saturno è rimasta nel cassetto della mia scrivania fino a quando l'astronomo Molnar parlò della data dei Magi al 17 aprile, dell'anno astronomico -5, che corrisponde al sabato, Idi di Aprile del 6 a.C., tenendo io conto in modo appropriato dei bisestili triennali.

In seguito mi sono accorto che qualche sito in Italia dava anche la medesima data di nascita di Gesù ai primi di marzo, non specificando con precisione il giorno e nel Regno Unito, in modo preciso al primo marzo, ma non definendo con precisione l'anno, facendo capire il 7 a.C.

Infine mi sono accorto che in tutta l'Europa era festeggiata come Festa della Nascita per tradizione, cioè tramandata, ma che ad un certo punto la data delle calende di marzo è entrata in crisi, proprio con le eresie a comonciare dall'inizio del terzo secolo e la causa è stata l'interpretazione corretta del Vangelo di Luca sul primo censimento di Quirinio, ma sono interprtazioni di Luca che fa nel suo Vangelo, anche se storiche per veridicità. La data del primo aprile che deducevano risultava già realmente un pesce d'aprile a quei tempi. I risultati sono che si è continuato a sbagliare sempre più, in rigorosa predizione della profezia che Gesù sarebbe stato fonte di contraddizione.

Poichè le profezie sono parola di Dio, anch'io mi piego a questa volontà ed ho esposto le date nella pagina che Giovanni Conforti pubblica in contraddizione di date. La più appriscente è l'intero mese di marzo del 748 di Roma a fianco del marzo (virtuale) del 3 a.C., che è l'anno a cui fanno riferimento tutti gli Evangelisti per la nascità di Gesù.
Giovanni Massaro

http://www.innomedimaria.it

Maria S. - L'educazione di Gesù
E' un sito molto bello e serio.
Mi pare che l'aspetto dell'educazione di Gesù sia stata trascurata. Soprattutto si dovrebbe citare l'aspetto spirituale dei gruppi religiosi coincidenti al periodo dell'adolescenza di Gesù.
Il fatto che Gesù possa essere stato educato da "esseni" in quel tempo coinciderebbe con cio che Lui fece durante la sua predicazione.
Egli usò i riti sacri tipici dei gruppi religiosi ( più "puri" e vicini alla santita).
Questa formazione egli la contrapponeva alla rigida regola degli ebrei di quel tempo.
Le sue parole, che sono scritte in ogni vangelo (anche apocrifi) non possono che confermare il periodo preciso storico in cui nacque, visse, predicò e morì Gesù di Nazaret.
Ci sarebbe da dire che Egli non approvava tutto "passivamente" poichè asseriva che non era l'esteriorità che doveva essere "puro" ma l'interiorità.
Con queste affermazioni si evidenzia la conflittualita della sua personalita (appena formata) con la stessa cultura che Egli aveva appena avuto sopratutto presso quelle persone ascete e non tanto presso la religiosità eccessivamente rigida dell'ebraismo di quel tempo(che definì appunto "ipocrita").
A parte queste analisi ho potuto constatare che la storicità dell'Uomo storico di Gesù oltre alla reliquia della "Sacra sindone" ci sarebbe la possibilità di analizzate i luoghi in cui Egli visse.
Le tracce che ha potuto lasciare per esempio il golgota su cui morì o il luogo della Sua natività.
La fuga in egitto è anche avvenimento storico che ricorda un fatto orribile (strage degli innocenti).
Le Sua storicità è soprattutto negli scritti dei Vangeli, anche se le persone che li scrissero non erano colte nè meticolose.
Non so se ho potuto dare un contributo,lo spero e se potessi darne altri, lo farò con piacere.
Cordiali saluti
Virgilio T. - Grandate (Como)
Ho notato che ponete la morte di Gesù al 30 o 33 D.C. - Ma bisogna fare i conti con la storia, le Antichità Giudaiche e la data della morte del Giovanni Battista. Giuseppe Flavio scrive della guerra fra Erode ed Areta IV. Storicamente è attestata al 36 d.C. Giovanni fu ucciso lo stesso anno o eventualmente nel 35 d.C. . Non prima. Il ministero di Gesù inizia dopo la morte del Battista.Secondo il vangelo di Giovanni dura tre anni. Pilato lascia la Palestina all'inizio del 36 d.C.Mi potete risolvere questo rebus? Come è possibile che Gesù:" Patì sotto Ponzio Pilato"?
Risposta
Per rispondere alla tua domanda partiamo dal fatto, innanzitutto che non solo i Vangeli indicano che Gesù patì sotto Ponzio Pilato ma lo stesso Flavio Giuseppe nel Testimonium Flavio lo dice:
Libro XVIII:63 - 3. Allo stesso tempo, circa, visse Gesù, uomo saggio, se pure uno lo può chiamare uomo; poiché egli compì opere sorprendenti, e fu maestro di persone che accoglievano con piacere la verità. Egli conquistò molti Giudei e molti Greci. Egli era il Cristo.
Libro XVIII:64 Quando Pilato udì che dai principali nostri uomini era accusato, lo condannò alla croce. Coloro che fin da principio lo avevano amato non cessarono di aderire a lui. Nel terzo giorno, apparve loro nuovamente vivo: perché i profeti di Dio avevano profetato queste e innumeri altre cose meravigliose su di lui. E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti Cristiani.

Poi, identifichiamo il periodo in cui Pilato ha governato la Giudea e lo facciamo sempre in riferimento a Flavio Giuseppe ed al periodo in cui ha regnato Tiberio Cesare:

Gaio Svetonio Tranquillo – Vita dei Cesari (Tiberio Cesare)

Trattenuto però dal cattivo tempo e dall'aggravarsi del suo male, morì poco tempo dopo nella villa di Lucullo a settantotto anni di età, dopo ventitré di principato, diciassette giorni prima della calende di aprile, durante il consolato di Cn. Acerronio Proculo e di C. Ponzio Nigrino.

Il consolato di Acerronio Proculo e di C. Ponzio Nigrino viene indicato durante l'anno 37. Tiberio risulta aver regnato 23 anni, quindi, dall'agosto dell'anno 14 fino a metà marzo del 37.

Arrivo di Pilato in Giudea – Flavio Giuseppe:

Libro XVIII:33 Dopo Cesare, salì sul trono Tiberio Nerone, figlio di sua moglie Giulia; egli inviò Valerio Grato a succedere ad Annio Rufo quale governatore sui Giudei.
Libro XVIII:34 Grato depose Anano dal suo sacro ufficio e proclamò sommo sacerdote Ismaele, figlio di Fabi; dopo un anno lo depose e, in sua vece, designò Eleazaro, figlio del sommo sacerdote Anano. Dopo un anno depose anche lui e all'ufficio di sommo sacerdote designò Simone, figlio di Camitho.
Libro XVIII:35 L'ultimo menzionato tenne questa funzione per non più di un anno e gli successe Giuseppe, che fu chiamato Caifa. Dopo questi atti Grato si ritirò a Roma dopo essere stato in Giudea per undici anni. Venne come suo successore Ponzio Pilato.

Tiberio, appena diventato imperatore (anno 14), invia Grato in Giudea il quale si ritirà e lascia il posto a Pilato dopo 11 anni.

Anchè se non si puo' essere precisi perchè Giuseppe Flavio non indica dopo quanto tempo dall'essere diventanto imperatore Tiberio invia Grato in Giudea possiamo ad andare per ipotesi.

Pilato arriva in Giudea 11 anni dopo Grato, quindi, tra la fine dell'anno 25 e l'anno 26.

Pilato mandato via dalla Giudea

Libro XVIII:89 Vitellio allora mandò Marcello, suo amico, ad amministrare la Giudea e ordinò a Pilato di fare ritorno a Roma per rendere conto all'imperatore delle accuse fattegli dai Samaritani. Così Pilato, dopo avere passato dieci anni nella Giudea, si affrettò a Roma obbedendo agli ordini di Vitellio, dato che non poteva rifiutassi. Ma prima che giungesse a Roma, Tiberio se n'era andato

Pilatò viene cacciato dalla Giudea da Vitellio su ordine di Tiberio, ma non fa in tempo ad arrivare a Roma perchè Tiberio è morto.
Come si puo' ben vedere sopra siamo all'inizio dell'anno 37 e non 36.
E' sempre nel 37 che Vitellio, su ordine di Tiberio, si prepara alla guerra contro Areta e giunge a Gerusalemme durante la pasqua ma li viene a sapere che Tiberio è morto.
In riferimento al ministero di Gesù secondo i Vangeli Sinottici esso inizia prima della morte di Giovanni Battista quando Giovanni Battista battezza Gesù.

Vangelo di Luca

[1]Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène, [2]sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

Il 15° anno del regno di Tiberio va dal agosto del 28 al agosto del 29, inizio predicazione Giovanni Battista.

Vangelo di Matteo

[12]Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea [13]e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, [14]perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta

[2]Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: [3]«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». [4]Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: [5]I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, [6]e beato colui che non si scandalizza di me». [7]Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?

Vangelo di Marco

Gesù inaugura la sua predicazione
[14]Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: [15]«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

Vangelo di Giovanni

I PRIMI DISCEPOLI
[35]Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli [36]e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». [37]E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. [38]Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». [39]Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. [40]Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. [41]Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» [42]e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

Ma andiamo al problema che poni tu e cioè la morte di Giovanni Battista.

In antichità giudaiche nella sezione dove si parla della morte di Giovanni Battista, Giuseppe Flavio inizia con:

Libro XVIII:106 - 6. Ora fu in questo tempo che morì Filippo, fratello di Erode, nel ventesimo anno di Tiberio, dopo avere governato per trentasette anni la Traconitide, la Gaulanitide e la tribù detta dei Batanei. Nel governo si dimostrò moderato, amante della modestia e della pace.
Dato che Tiberio è diventato imperatore alla morte di Cesare Augusto, avvenuta il 19 Agosto del 14 D.c., indichiamo il 20° anno di Tiberio si colloca tra Agosto del 33 e del 34 D.c. avendo regnato 37 anni la Traconide cioè dal 4 A.C. (Data presunta ritenuta attualmente la più probabile data della morte di Erode il Grande - devo dire che, alcuni, ritengono come più probabile anno di morte di Erode il Grande l'anno in cui si è verificata l'eclissi totale dell'anno 1 A.C.).

Filippo ha regnato dal 4 A.C. Al 33 o 34 D.C.

Il testo di Giuseppe Flavio descrive, quindi, il funerale di Filippo e prosegue dicendo:
Libro XVIII:109 - V, I. - Intanto ebbe luogo una lite tra Areta re di Petra ed Erode; cercherò di raccontarne l'origine. Il tetrarca Erode aveva sposato la figlia di Areta e già da molto tempo viveva con lei. Nel viaggio che fece a Roma, albergò presso Erode suo fratello, nato da una madre diversa, cioè la figlia di Simone sommo sacerdote.
Questa parte del testo unita a quella appena prima fanno comprendere che la lite tra Areta Re di Petra e Erode è in corso nel periodo in cui è morto Filippo.
Flavio Giuseppe nel testo va ulteriormente indietro nel tempo per far capire l'origine di questa lite e questo fa capire dura da più anni.

Il testo di Flavio Giuseppe continua raccontando le vicende precedenti:

Libro XVIII:110 Il tetrarca si invaghì di Erodiade, moglie di suo fratello, lei era figlia del loro fratello Aristobulo e sorella di Agrippa il Grande, e osò parlarle di matrimonio; lei accettò, e convennero che tornando da Roma sarebbe passata da lui; tra queste convenzioni v'era pure quella che egli licenziasse la figlia di Areta.
Libro XVIII:111 Concluso l'accordo, egli navigò verso Roma. Compiuti gli affari che aveva a Roma, la moglie di lui, informata minutamente dei patti tra lui ed Erodiade, senza che lui fosse a conoscenza che a lei era gia noto tutto, chiese di andare a Macheronte, posto ai confini tra gli stati di Erode e di Areta, senza svelarne il motivo.
Libro XVIII:112 Erode, persuaso che ella nulla sapesse, acconsentì. Tempo prima lei aveva disposto ogni cosa e inviato messi al Macheronte, che in quel tempo era soggetto a suo padre, sicché allestito tutto l'occorrente per il viaggio di lei dal governatore, lei era pronta a partire per l'Arabia e non appena arrivò passò da un governatore all'altro che provvedevano al trasporto.

In queste due testi si possono evidenziare alcune cose:
- nel 1° testo Flavio Giuseppe tornando indietro nel tempo fa capire che da dove ha origine la lite cioè il matrimonio tra Erode Antipa e Erodiade, quindi, il fatto è precedente la morte di Filippo (33-34 D.C.) e la lite tra Antipa e Areta dura, quindi, vari anni
- nel 2° testo la moglie di Erode Antipa figlia di Areta saputo che il marito vuole ripudiarla si rifugia nella fortezza del Macheronte (dove era stato giustiziato Giovanni Battista), che dice Flavio Giuseppe era posta al confine tra il Regno di Erode e Areta.
- nel 3° testo la figlia di Areta e moglie di Erode aveva già predisposto tutto per andare nella fortezza e qui, Flavio Giuseppe indica che la fortezza in quel tempo, al tempo dell'inizio della lite, era sotto il controllo di Areta.
La domanda da porsi ora è: quando è possibile che Erode abbia potuto far imprigionare e poi uccidere Giovanni Battista nella fortezza del Macheronte se dall'inizio della lite essa era sotto il controllo di Areta e non di Erode?

Ma andiamo avanti Flavio avanza così:
Libro XVIII:113 Areta partì di qui per una querela. C'era anche una lite a proposito del distretto di Gabala, e da una parte e dall'altra vi era stata la rassegna dei soldati, ed ora erano in guerra, ma essi mandavano altri come comandasti invece di andare essi stessi.
Nel testo sopra si evince che da questo punto inizia la lite a causa del matrimonio tra Erode ed Erodiade ma, anche, che la lite non riguardava solo le vicende familiari ma che una lite era già in corso per altri motivi e qui la notizia che erano in guerra.
Poi:
Libro XVIII:114 Nella battaglia che ne seguì, l'esercito di Erode era distrutto quando alcuni fuorusciti venuti dalla tetrarchia di Filippo si unirono all'esercito di Erode e tradirono
Libro XVIII:115 Erode inviò un resoconto di questi eventi a Tiberio, il quale, sdegnato dall'arroganza di Areta, ingiunse a Vitellio di marciare contro di lui, inviarglielo in catene, qualora lo catturasse vivo, e, se morto, mandargli la testa. Queste furono le istruzioni che Tiberio inviò al governatore della Siria.

Da questi due versi, innanzitutto, si può leggere che segui effettivamente una battaglia ma che l'esercito di Erode venne distrutto a causa del tradimento di alcuni soldani che venuti dalla Tetrarchia di Filippo si unirono prima a Erode e poi lo abbandonarono.
Qui sorge la seconda domanda:
Se la lite fosse, effettivamente, iniziata ed accaduta solo dopo la morte di Filippo perchè Flavio Giuseppe parla di soldati venuti dalla tetrarchia di Filippo quando lui stesso scrive che essa viene cancellata (non esiste più) ed entra a far parte della Provincia della Siria con la sua morte?
Probabile la lite inizia, quindi, prima della morte di Filippo e continua dopo la morte di Filippo. La battaglia decisiva succede dopo la morte di Filippo, magari, i soldati a seguito della morte del loro tetrarca e della fine della tetrarchia passano all'esercito di Erode (la tetrarchia è diventata provincia romana) ma poi lo tradiscono o quale sia stato il motivo del tradimento un ordine di Filippo quando era ancora in vita?

Quindi, Flavio Giuseppe solo verso la fine parlà di Giovanni Battista:
Libro XVIII:118 Quando altri si affollavano intorno a lui perché con i suoi sermoni erano giunti al più alto grado, Erode si allarmò. Una eloquenza che sugli uomini aveva effetti così grandi, poteva portare a qualche forma di sedizione, poiché pareva che volessero essere guidati da Giovanni in qualunque cosa facessero. Erode, perciò, decise che sarebbe stato molto meglio colpire in anticipo e liberarsi di lui prima che la sua attività portasse a una sollevazione, piuttosto che aspettare uno sconvolgimento e trovarsi in una situazione così difficile da pentirsene.
Libro XVIII:119 A motivo dei sospetti di Erode, (Giovanni) fu portato in catene nel Macheronte, la fortezza che abbiamo menzionato precedentemente, e quivi fu messo a morte. Ma il verdetto dei Giudei fu che la rovina dell'esercito di Erode fu una vendetta di Giovanni, nel senso che Dio giudicò bene infliggere un tale rovescio a Erode.

Abbiamo notato che Flavio Giuseppe già indica che Gesù venne crocifisso durante il governatorato di Pilato e lo fa nel libro XVIII versi 63 e 64 molto prima di parlare di Giovanni Battista (Libro XVIII – 118 e 119).
Spesso Flavio Giuseppe nel descrivere alcuni fatti passa dal descrivere i fatti in questione per tornare indietro all'origine per capire meglio la questione per poi ritornare ancora ai fatti.
Il fatto che Giuseppe Flavio descriva il giudizio del popolo nella sconfitta di erode non vuol dire che essa sia avvenuta immediatamente l'anno della sconfitta del suo esercito ma che la morte di Giovanni Battista sia collegata ai fatti stessi anche se accaduti anni molti più anni prima.
Sicuramente Giovanni Battista era un problema per Erode ma non ci sono elementi precisi per dire quando sia stato ucciso, visto anche il discorso del controllo della fortezza in cui sarebbe stato ucciso il Battista (come poteva far ucciderlo se la fortezza era già controllata da Areta ed vista la pesante sconfitta subita?)

Libro XVIII:115 Erode inviò un resoconto di questi eventi a Tiberio, il quale, sdegnato dall'arroganza di Areta, ingiunse a Vitellio di marciare contro di lui, inviarglielo in catene, qualora lo catturasse vivo, e, se morto, mandargli la testa. Queste furono le istruzioni che Tiberio inviò al governatore della Siria.
Libro XVIII:120 - 3. Vitellio si allestì presto alla guerra contro Areta con due legioni di fanteria pesante e di fanteria leggera e cavalleria annessa a loro come ausiliare; procedendo dai regni che erano sotto il giogo dei Romani, marciò in direzione di Petra e occupò Tolemaide.

Cmq come si puo' leggere all'inizio della presente risposta Pilato era in viaggio per Roma quando Vitellio si appresta ad intervenire su Areta in aiuto di Erode (morte di Tiberio – leggere sotto).

Libro XVIII:121 Quando incominciò a condurre l'esercito attraverso le terre della Giudea, i Giudei notabili andarono a incontrarlo per pregarlo di non attraversare la loro terra, essendo contrario alla loro tradizione permettere che immagini, e ce n'erano molte sui loro stendardi, attraversassero il loro suolo.
Libro XVIII:122 Accogliendo la loro supplica, egli abbandonò il suo piano originale e ordinò all'esercito di marciare lungo la Grande Pianura, mentre lui con Erode tetrarca e i suoi amici salì a Gerusalemme a offrire sacrifici a Dio durante la festa tradizionale che i Giudei stavano celebrando.
Libro XVIII:123 Al suo arrivo, fu salutato con speciale calore dalla moltitudine giudaica. Restò qui tre giorni durante i quali depose il sommo pontefice Gionata dal suo ufficio e pose al suo posto Teofilo, fratello di Gionata.
Libro XVIII:124 Nel quarto gli fu recapitata la lettera che gli annunziava la morte di Tiberio, ed egli condusse il popolo a giurare obbedienza a Gaio. Richiamò poi l'esercito, ordinando che ognuno rientrasse al proprio quartiere d'inverno poiché non era più autorizzato, come prima, a fare guerra all'estero ora che il comando era passato nelle mani di Gaio.

E' ben vero che alcune cose non siano chiare ed in questo Flavio Giuseppe ed i Vangeli Canonici non aiutano.
Non ci sono elementi precisi per dire se uno tra Flavio Giuseppe o i Vangeli Ufficiali oppure entrambi abbiano fatto degli errori, io li ritengo veri entrambi.