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Rubrica Lettori

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Chi era Gesù?

Il libro - Taumà Il gemello di gesù di Barbara Cesa
Gentile redazione,
Sono Barbara cesa avevo segnalato la prossima uscita del mio libro Taumà, Il gemello di gesù, vorrei vorrei farvi sapere che  è già on line sul sito di macro edizioni.
 Si tratta  come già scritto di un saggio che cerca di indagare sugli anni sconosciuti del Cristo e sulla sua "famiglia". Ma soprattutto permette di riscoprire la figura Di Tommaso, considerato da molti teologi e studiosi di Religione Il Fratello Gemello di Gesù e sfata definitivamente alcune credenze che oggi ormai appaiono non più di affascinanti simbolismi tramandati nei secoli.
Vi ringrazio, Cordiali saluti

Barbara Cesa
Scheda Autore BARBARA CESA - Ebook Taumà il Gemello di Gesù

Qui potete acquistare l'Ebook - Taumà il Gemello di Gesù - Un grande puzzle per capire quanto di nascosto c'è ancora da scoprire

Il libro - Taumà Il gemello di gesù di Barbara Cesa
Salve,
Vorrei segnalarvi la prossima uscita del mio libro dal titolo "Taumà Il gemello di gesù", che parla della figura storica del Cristo. Partendo dal Vangelo di Tommaso e da altri apocrifi si parla oltre che degli anni perduti di Gesù, della sua famiglia e in particolare della figura dell'apostolo Tommaso smentendo il fatto che come vorrebbe la chiesa egli sia stato unicamente detto Gemello perchè assomigliava spiritualmente al Cristo.
Mi piacerebbe poter aver commenti e opinioni sulla prima parte e sulle tematiche trattate dagli utenti del vostro sito magari inserendo il link al mio blog o alla mia pagina web. Mi interesserebbe instaurare un dialogo con persone che non pensano a gesù unicamente come a colui che la chiesa ci ha sempre mostrato, ma nelle sue vere feste umane o divine che siano e che siano alla ricerca del suo primitivo ed atutentico messaggio.
Vi ringrazio per l'attenzione
Buon lavoro Barbara Cesa
http://scrittoriesordientimoltopazienti.blogspot.com/

http://www.webalice.it/ba.ce71/
La stella cometa che guidò i Re Magi a Betlemme in realtà non fu una stella. Vi spiego perché.
Articolo di Leopoldo Benacchio pubblicato il 04 gennaio 2011 sul Sito del Sole24ore.
Nei tanti Presepi che ancora si allestiscono nelle nostre case e nelle chiese sono comparsi, anche quest'anno, i Re Magi. Vengono posti a Natale ad uno degli angoli dell'allestimento e spostati di un piccolo tratto ogni giorno, quasi passo dopo passo, arrivano alla capanna di Betlemme per l'Epifania, guidati nel loro cammino dalla Cometa di Natale.
Questa la tradizione da vari secoli. Ma cosa guidò effettivamente i Magi nel loro tempestivo e lungo viaggio a Betlemme per la nascita di Gesù? Era veramente una cometa, magari bella luminosa e con una coda evidente in cielo, come fu quella di Hale Bopp che abbiamo ammirato nei nostri cieli per varie settimane nel 1997 ? O forse fu un altro fenomeno celeste a far muovere i Magi? Cosa possiamo dire a riguardo, escludendo ovviamente che si sia trattato di un evento miracoloso?
Per rispondere a questa domanda partiamo dalla fonte accreditata principale e più autorevole. Il primo racconto della Stella di Betlemme si trova infatti nel Vangelo di San Matteo, che fu scritto attorno al 50 d.C. e che recita così «Nato Gesù in Betlemme di Giuda, al tempo di re Erode, alcuni Magi, venuti da Oriente, giunsero in Gerusalemme e chiesero "Dove è il nato re dei Giudei? Perché noi abbiam veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo"… Allora Erode, fatti venire segretamente i Magi, si fece precisare da loro con ogni diligenza il tempo in cui la stella era loro apparsa... I magi, udito il re, se ne partirono. Ed ecco la stella che avevano visto in Oriente andar loro innanzi, finché, giunta sopra il luogo dove era il bambino, si fermò». (Matteo 2:1-12)

Questo testo sembra molto semplice ma, come vedremo, ci fornisce preziose informazioni sui Magi e "la Stella" Innanzitutto: chi erano mai questi Magi ? Probabilmente dei sapienti, sacerdoti di alto rango del tempo. In quasi tutte le culture antiche infatti chi sa "leggere quel che succede in cielo" ha a che fare con un alto grado sociale e culturale, legato alla religione, dato che nel cielo , da sempre, l'uomo mette i propri dei, i presagi e dal cielo vengono i castighi. Dal nome "Magi" possiamo pensare che fossero sacerdoti della religione di Zoroastro, all'epoca importante in quelle regioni e tuttora seguita da comunità molto più modeste.
Il loro alto livello sociale ed importanza è dimostrato anche dai doni preziosi, oro , incenso e mirra, che portavano al Bambino e dal fatto che potevano permettersi un viaggio così lungo, costoso e pericoloso come quello che certamente fecero.
Per l'evangelista Matteo infatti i Magi venivano "dall'oriente " che al tempo poteva essere l'Assiria o la Media. Grosso modo 8-900 chilometri, quanto quelli che separano anche oggi Bagdad da Betlemme. E per fare un viaggio del genere, a dorso di cammello, ci si può impiegare tre o quattro settimane.
Da questa semplice considerazione possiamo dire quindi che quel che guidò i Magi fu un fenomeno visibile per qualche settimana ed importante, per convincerli a partire.
Ma proprio a questo punto c'è qualcosa che ci deve mettere sul chi vive! Infatti , subito dopo quanto riportato sopra, il vangelo di Matteo di dice : «Allora Erode, fatti venire segretamente i Magi, si fece precisare da loro con ogni diligenza il tempo in cui la stella era loro apparsa». Come è possibile che Erode dovesse farsi spiegare della "stella" ? Evidentemente quello che aveva convinto i Magi a partire e li aveva guidati non doveva certo essere un fenomeno fin troppo evidente in cielo, come una cometa. Erode l'avrebbe vista, eccome, e non avrebbe avuto certo bisogno di ritirarsi segretamente con i Magi per farsi spiegare cosa avevano "visto" in cielo!
Il fenomeno quindi non doveva essere evidente, ed era invece comprensibile solo a chi sapeva "leggere i segni" in cielo.
Ed infatti nel più vecchio esemplare del Vangelo di Matteo, del 70 d.c., scritto in greco e che è una traduzione dell'originale in aramaico del 50 d.c., la parola usata per indicare quel che guidò i magi è "astron", che possiamo tradurre oggi come "stella" o anche meglio come "fenomeno, evento del cielo", ma non certamente con la parola "cometa" .
Oltretutto dobbiamo considerare che a quell'epoca, e fino ai tempi di Galileo Galilei, nel 17 secolo, le comete erano considerati fenomeni meteorologici, una specie di fulmini particolarissimi se vogliamo, e non certo stelle o altro di simile. Infatti, se guardiamo come fu rappresentata la stella di Betlemme, ci accorgiamo che fu disegnata come una normale stella e non come cometa.

Le prime rappresentazioni dei Magi e della stella di Betlemme che si conosca è nella catacomba di Santa Priscilla a Roma, e risalgono al III secolo d.c. E così viene rappresentata per secoli negli affreschi, le miniature, le sculture piccole e grandi, di marmo e avorio, i mosaici. Questo fino al 1303, quando il grande Giotto a Padova, nel ciclo di affreschi che decora la stupenda Cappella degli Scrovegni, dipinge sopra la capanna della Natività una Cometa! Come mai improvvisamente Giotto si sogna di cambiare una iconografia vecchia di secoli, e accreditata dai Vangeli?

Difficile dirlo, ma probabilmente, possiamo supporre che Giotto rimase, come molti all'epoca, impressionato dal passaggio della cometa di Halley, passata proprio in quegli anni, o di un'altra, vista in cielo sempre nel 1301. E' onesto ricordare che giravano all'epoca anche alcuni "pseudo" vangeli, noti per le esagerazioni aneddotiche, che descrivevano la "stella" come una gigantesca cometa che prendeva tutto il cielo. Fatto sta che la quella degli Scrovegni rimane un fatto padovano unico, dato che anche Giotto negli affreschi di Assisi, non la utilizza più.
La stella classica in effetti per quasi un secolo "resiste" alla nuova rappresentazione come cometa. Ad esempio proprio a Padova, 70 anni dopo, un affresco molto importante, la Natività di Giusto da Menabuoi nel Duomo di Padova o , sempre nella stessa città, nella Natività della Cappella di San Michele, dipinta nel 1390. Insomma parecchi decenni dopo Giotto, pur nella stessa città, troviamo ancora rappresentata la stella.
Possiamo quindi dire che la cometa fu una bonaria invenzione di Giotto che, per un po' di anni, non prese piede. Poi evidentemente "dilagò" …. Questo per la rappresentazione grafica, ma il punto principale resta: cosa videro realmente i Magi?

Riassumendo, proprio per seguire il Vangelo di Matteo, dobbiamo pensare a un fenomeno in cielo, evidente per dei "sapienti" ma non per un Re, come Erode era. Fenomeno che sia durato varie settimane, tanto da poter guidare i Magi nel loro lungo viaggio. Questo argomento ha incredibilmente appassionato astronomi e teologi negli ultimi tre secoli, e tuttora è materia di discussione.

Scartata la cometa, per i motivi detti sopra, dobbiamo esaminare altre possibilità.
Fu una meteora ? Di sicuro non poteva esserlo. Le meteore sono piccoli frammenti rocciosi della dimensione dal millimetro fino a qualche centimetro che viaggiano nello spazio interplanetario. Entrando nell' atmosfera terrestre, vaporizzano in pochi secondi per il riscaldamento dovuto all'attrito con l'aria. Il fenomeno, noto come sublimazione, può essere anche parecchio appariscente, ma comunque di durata molto breve: pochi secondi al massimo. Anche se si fosse trattato di un fenomeno eccezionale come una cosiddetta "pioggia" di meteore particolarmente imponente, non sarebbe durata giorni. Le meteore non sono quindi certo un buon candidato per il nostro esame.
Aurora boreale? E' stata fatta anche l'ipotesi che potesse trattarsi di un aurora boreale, fenomeno che molto difficilmente può vedersi a latitudini molto basse, come quelle della Palestina. Tuttavia non è impossibile. Le "aurore" sia boreali che australi, sono un fenomeno dell'alta atmosfera, piuttosto comune e molto scenico da vedere. Nel cielo, anche per giorni, si muovono molto lentamente lunghi festoni luminosi di vari colori. Ciò è dovuto al fatto che il Sole, in periodi di intensa attività emette oltre alla luce ed al calore che sappiamo, anche flussi di particelle elettricamente cariche che, fortunatamente per noi, il campo magnetico terrestre, cattura e incanala verso i Poli. Lì cedono la loro energia agli atomi dell'alta atmosfera che quindi emanano una luce colorata a seconda dell'elemento atomico colpito dalle particelle.
Raro ma possibile a quelle latitudini, può durare settimane… Siamo sulla buona strada? Purtroppo no, perché le aurore sono fenomeni molto evidenti, a chiunque alzi gli occhi al cielo , e anzi, dato che è raro in Palestina, sarebbe stato anche notato certamente. Nessun segreto da farsi spiegare per Erode quindi ed in più quindi non poteva essere segreto , inoltre le aurore boreali avvengono a Nord e quindi non sarebbe potuta "venire da oriente" come vuole il Vangelo.

Fu allora una stella "nuova" apparsa improvvisamente ? Qest' ipotesi è più interessante anche perché nelle imponenti cronache cinesi , cosiddette delle "ventiquattro storie", si parla di una "stella nuova" apparsa nel 5 a.c (secondo la nostra attuale datazione). A conti fatti poteva trattarsi di un normale fenomeno Supernova, ovvero dell'esplosione di una stella di grande massa, diciamo dieci volte quella del nostro Sole. In questo fenomeno viene emessa in pochi giorni una quantità di energia incredibile: tanta quanta il nostro Sole, per fare un paragone, ne emette in tutta al sua esistenza, che si stima in 9 miliardi di anni. Ecco quindi che questo fenomeno appare come una "nuova" stella che compare nel cielo visibile, ricordiamolo, ad occhio nudo solamente a quei temi. Tuttavia una Supernova non si distingue, ad occhio nudo, d auna stella qualunque e comunque si muove in cielo durante la notte attorno alla polare, esattamente come tutte le altre stelle. Non cambia quindi di posizione notte dopo notte. Le scritture invece dicono chiaramente che: «la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino».
Questa, che sembrava essere la migliore ipotesi, sposata nel passato da molti studiosi, si rivela alla fine molto debole! Che altro fenomeno ci rimane per identificare la stella di Betlemme?
Quello che ha guidato i magi potrebbe essere stata una congiunzione planetaria, ovviamente apparente, avvenuta in cielo a quell'epoca.

Spendiamo una parola per capire questo fenomeno in generale. Pianeta significa "errante" nel cielo, ed infatti i cinque pianeti visibili ad occhio nudo, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, sembrano muoversi sulla volta celeste velocemente e in modo indipendente rispetto alle stelle. Lo fanno perché ovviamente, sono enormemente più vicini delle stelle, anche delle più prossime. Pensiamo ad esempio che Giove, ben visibile al tramonto in questo periodo, è 60.000 volte più vicino a noi della stella più vicina, Proxima del Centauro. Ovvio quindi che man mano che si sposta nella sua orbita noi lo si veda assai più facilmente spostarsi in cielo di quanto possiamo fare pe un analogo spostamento effettivo di Proxima.
Nel loro movimento apparente due o più pianeti possono sembrare avvicinarsi anche moltissimo fra loro, e si parla allora di congiunzione planetaria. Si tratta ovviamente di un effetto prospettico dovuto al nostro punto di vista dalla Terra, dato che fra un pianeta e l'altro, nelle loro orbite effettive attorno al Sole, ci sono milioni di chilometri. Fra le Terra e Marte, ad esempio, la minia distanza fra le posizioni nelle orbite rispettive è 50 milioni di chilometri circa, quando sono entrambi "dalla stessa parte" rispetto al Sole, la massima di circa 200 milioni di chilometri. Che possa quindi essere stata una congiunzione di pianeti fa? E' capitato qualcosa di simile circa 2000 anni fa?

Oggi con i software anche amatoriali possiamo facilmente ricostruire l'aspetto del cielo in varie epoche e confermare quanto tramandatoci, ad esempio, da varie fonti di quell'epoca, come le cronache contenute nelle tavolette babilonesi, chiamate di Sippar, che registrano una congiunzione tra tre pianeti che sarebbe iniziata nell'8 a.C. e terminata nel 6 a.C. Potrebbe essere l'indizio giusto, dato che è riconosciuto che la data che utilizziamo oggi per l'anno "zero" , dato dalla nascita di Cristo, deve essere portato indietro di 7 anni, per un errore del monaco Dionigi il modesto, che la fissò nel V secolo

Seguiamo quindi questa congiunzione planetaria

Alla fine dell'8 a.C. Giove e Saturno iniziano ad avvicinarsi sulla volta celeste ed i Magi, con le conoscenze che potevano avere a quel tempo persone molto istruite, senz'altro potevano prevederlo. All'inizio del 7.a.c i due pianeti era visibili in cielo ad oriente, come vuole il Vangelo di Matteo, e dovevano apparire brillanti. Durante l'estate il fenomeno si spostò rimanendo visibile tutta la notte.
Ecco però che alla fine dell'anno si avvicina un terzo pianeta : Marte. I tre rimasero apparentemente vicini in cielo fino al 6.a.c , e poi si allontanarono e la congiunzione terminò. Il tutto avvenne sempre nella zona di cielo della costellazione dei Pesci. In termini astronomici questa congiunzione non è rara, avviene infatti ogni 805 anni, ma chiaramente su base "umana" il fatto diventa molto raro. Ora questo evento era sì ti sotto gli occhi di tutti ma … poteva avere qualche preciso significato solo per dei "Magi", ovvero astronomi-astrologi in grado di prevedere e riconoscere in cielo simboli precisi per la cultura di allora. Ed il significato poteva essere questo, secondo la opinione più diffusa: Giove era il simbolo della "regalità" e della "divinità". Saturno era il simbolo della "giustizia". La parte centrale della costellazione dei Pesci era il simbolo della "casa di Davide" e quindi di Israele.
La congiunzione era inoltre inizialmente visibile ad oriente, dove sorge il Sole e quindi dove ogni giorno sembra "nascere" la luce. L'avvenimento poteva allora essere interpretato come:
Un nuovo Re di giustizia sta nascendo in Israele. Proprio ciò che i re Magi avevano dedotto osservando il cielo. Questa congiunzione potrebbe quindi essere la nostra Stella?
Ricapitoliamo: Nel 7 a.C. ha inizio la congiunzione, e la data è prossima a quella vera della nascita di Cristo.
Subito dopo averla osservata i Magi partono per Betlemme. Loro infatti leggono il fenomeno come: lì sta nascendo il nuovo re di Israele. La congiunzione prosegue nei mesi successivi, rimanendo visibile in cielo anche durante il tempo impiegato dai Magi per giungere a Betlemme, presumibilmente nell'autunno del 7 a.C.
In quel periodo i tre pianeti, cioè l'"aster" di Matteo, erano ormai molto alti in cielo e nel momento di migliore visibilità. Apparivano quasi immobili e brillanti su Betlemme proprio nell'autunno del 7 a.C. ! Il fenomeno venne probabilmente visto anche dai sacerdoti di Erode, ma la loro interpretazione poteva essere diversa da quella dei Magi. Ecco perché Erode chiama i Magi per farsi spiegare da loro cosa mai abbiano visto nel cielo, tanto da indurli ad un viaggio coì pesante e pericoloso.

Siamo quindi arrivati alla fine dell'inchiesta: tra tutte le ipotesi possibili, quella della congiunzione planetaria è dunque la più probabile, sempre ponendo che non si sia trattato di un fenomeno miracoloso. E andare a cercare una spiegazione astronomica non lede certo la "magia" della cometa di Natale!
IL VANGELO DEI DODICI SANTI (per leggerlo clicca qui)
Ciao, complimenti per il tuo bellissimo sito, vorrei chiederti informazioni riguardo a un vangelo apocrifo conosciuto con i seguenti nomi.

Vangelo dei dodici Santi - Vangelo di Gesù - Vangelo dei dodici apostoli - Vangelo della vita perfetta

Ho letto che sarebbe il principale testo sacro essenico, di una comunità di esseni che visse nel Monte Carmelo.
E' stato scoperto nel 1888 e tradotto dall'aramaico dal reverendo Gideon Jasper Ouseley. Vorrei sapere se a te risulta che è stato scoperto realmente un simile testo. Grazie Giovanni
Ciao Giovanni, le informazioni migliori le puoi trovare in questi siti web:

http://www.thenazareneway.com/ght_table_of_contents.htm
http://www.tektonics.org/lp/ouseley01.htm/
http://www.compassionatespirit.com/strange_new_gospels.htm

Il testo Vangelo dei Dodici Santi sarebbe la traduzione di un Manoscritto scritto in Aramaico dal Titolo il "Vangelo dei Nazareni" ritrovato in uno dei monastero buddista in Tibet.
Secondo una versione il testo sarebbe stato scoperto da un frate di nome Placido. Il testo dato al Frate sarebbe stato tradotto in Latino per essere mostrato a Roma ad un assemblea di cardinali. Il manoscritto (forse la copia latina), giudicato poi blasfemo dalla Chiesa, sarebbe conservato nella Biblioteca Vaticana.

Il manoscritto originale aramaico sarebbe stato scritto intorno al 70 D.c. dall'Apostolo Giovanni durante una prigionia a Roma e consegnato ad un discepolo fidato. Il manoscritto dato al Discepolo sarebbe stato portato in Tibet e li dato in custodia fino a quando è stato ritrovato. Questo vangelo sarebbe stato pubblicato la prima volta nelle colonne del The Star & Lindsey Lincolnshire intorno al 1900.

Il presunto testo originale sarebbe stato tradotto in lingua Inglese dall'Aramaico dal reverendo Gideon Jasper Ouseley.
La traduzione del testo Aramaico sembrerebbe, in realtà, frutto di illuminazioni notturne, sogni o visioni con l'aiuto o forse direttamente tramite altre persone.

Da quanto posso sapere e leggere da nessuna parte risulta chiaro ed in modo inequivocabile che tale Manoscritto Aramaico in Tibet esista veramente.
Al momento non ritengo che tale vangelo e testo esista veramente. Cmq provo a documentarmi ulteriormente.


tratto da WIKIPEDIA

Il Vangelo dei Dodici (apostoli) è un vangelo apocrifo del II secolo.

Andato perduto, ne sono pervenute solo testimonianze indirette tramite alcuni Padri della Chiesa. Forse forse coincide col Vangelo degli Ebioniti, parimenti perduto, il quale era probabilmente una rielaborazione delVangelo di Matteo.

Secondo l'ipotesi circa la formazione dei vangeli canonici presentata da Philippe Rolland nel 1984, il Vangelo dei Dodici costituisce il primo degli almeno quattro testi antecedenti ai vangeli, sui quali gli evangelisti si sono basati per redigere i vangeli canonici: "In una fase molto arcaica, prima dell'anno 36 (anno della forte persecuzione ad opera di Saulo), viene composta questa prima raccolta di materiale evangelico. Essa nasce nella comunità di Gerusalemme, con il diretto contributo degli apostoli. È scritta in lingua ebraica, la lingua liturgica e scolastica (la lingua parlata era invece l'aramaico). Comprende probabilmente tutti quei testi che oggi compaiono in tutti i tre sinottici."

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Le date di Gesù - Giovanni Massaro - 19/09/2009
Ho dato uno sguardo e sono rimasto colpito dalla mole dei dati raccolti ed esposti. Ma le date che riguardano la vita di Gesù sono chiare ormai e non ci dovrebbero essere più dubbi.

Innazitutto il decimoquinto di Tiberio Cesare è un anno di Roma, anche se con Eusebio nel quarto secolo era diventato definitivamente lunisolare. Luca tramite la dedica all'inizio del suo Vangelo si rivolge in effetti direttamente all'Imperatore non agli Ebrei. Non sono uno storico, ma l'anno va dal primo marzo del 27 d.C. al successivo primo marzo del 28 d.C. e coincide esattamente col 780 di Roma. Questo è l'anno in cui il Battista ha iniziato ed anche quello del Battesimo di Gesù, 22 settembre del 27 d.C. Quindi il decimoquinto di Tiberio Cesare non ha nulla a che vedere con la morte di Augusto dell'agosto del 14 d.C. come hanno scritto dall'inizio del terzo secolo per interpretare il suo Vangelo, dopo la morte di Ireneo, che di fatto lo aveva incluso nei canonici.
Dalle sovrapposisioni di calendario il Vangelo di Luca ha portato uno scombussolamento più forte nella data spostata di un mese. Non più il primo marzo, data vera, ma primo aprile, data del primo censimento di Quirinio (primo aprile del 3 a.C. mentre il successivo è del primo aprile del 6 d.C., sempre dalle sovrapposizioni di calendario). Il primo aprile però non era alcun capodanno di qui la scelta intermedia sul 25 marzo, nel quarto secolo, scambiandola in base a certi usanze ebraiche col concepimento.
La data del primo marzo del 3 a.C. è nell'anno 309 di Alessandro. Sembrerebbe risolto il rebus dell'anno, la convinzione è di tutti gli Evangelisti, ma la data vera è del primo marzo del 6 a.C., quando sarebbe avvunuto il vero censimento, non il primo di Quirinio.

La morte di Erode è al secondo giorno del Purim (notte astronomica 12-13 marzo dell'anno -3) come data antica risulta VII alle Idi di Marzo 750 di Roma (4 a.C.).
Risulta anche un'altra coincidenza: la morte del Battista è all'anniversario del Purim 25-26 febbraio del 31 d.C., 35 anni ebraici (contati ebraicamente) di regno per Antipa, ma il compleanno è di Gesù. Luca non ha menzionato la pagina sinottica come Marco (più antico) e Matteo, forse proprio perchè non era il compleanno di Antipa, Luca afferma nella dedica del suo Vangelo di aver tutto controllato.

Giovanni Massaro
Buongiorno Giovanni, ti ringrazio per la tua mail che ho pubblicato nella mia sezione rubrica lettori. Spero non ti dispiaccia questo. La terro in considerazione per approfondire le mie ricerche.
Nemmeno io sono uno storico, da poco tempo mi sono appassionato ai Vangeli Apocrifi e alla figura storica di Gesù e da poco tempo ho creato il mio sito. Sono continuamente alla ricerca di materiale per continuare a studiare il Gesù Storico e, quindi, poter con il tempo aggiornare le varie pagine del sito. Non sono convinto, comunque, come scrivi nella tua mail che le date che riguardano la vita di Gesù siano ormai chiare e sicure al 100%.
Vorrei chiedere un tuo giudizio, se mi permetti, su questo documento:
http://www.vangeliapocrifi.it/sentenza-condanna.php
Ho già letto su internet recentemente delle pagine su internet scritte da un Giovanni Massaro, non so sei tu l'autore o collaboratore di quelle pagine che qui sotto ti indico.
http://www.innomedimaria.it/date_gesu_giovanni_massaro.htm
http://www.innomedimaria.it/date.htm
Cordiali Saluti.

Il Webmaster Site - Vangeli Apocrifi
Buongiorno anche a te, non ho capito bene il tuo nome. Non mi dispiace affatto che tu abbia pubblicato la mail e sono rispettivamente l'autore ed il collaboratore delle pagine del sito www. innomedimaria.it

Ireneo già metteva in guardia dalle eresie che già circolavano al suo tempo ed è per questo che per primo dovette prendere la decisione di fare distinzione tra canonici ed apocrifi.
Questa decisione ha aperto la strada alla complessità di interpretazione che comportava il Vangelo di Luca, unita anche a qualche traduzione che si sono trovati di fronte i successori a cominciare da Clemente all'inizio del terzo secolo in seguito Ippolito, poi Tertulliano, Origene e qualche altro.

Ireneo sosteneva, raccogliendo le testimonianze che l'età di Gesù fosse compresa tra 40 e 50. Si contraddiceva, perchè dovremmo collocare la nascita dal primo marzo del 6 a.C. fino al venerdì 31 marzo del 36 d.C., 14 Nisan, Primo degli 8 giorni degli Azzimi. L'età di Gesù alla sua morte, invece, risulta quasi 40 anni, mentre le eresie che già circolavano dicevano soltanto trent'anni. Ippolito, un suo discepolo quando era ancora a Roma, raccolse questa eresia che già circolava ed affermò che Gesù era nato il 2 aprile (2 a.C., risulta sabato, il giorno e mese risultano anche in conformità al Vangelo di Luca) e morto il venerdì 25 marzo (29 d.C.), età complessiva 30 anni! Aggiungeva che al 25 marzo era il 16° di Tiberio, perchè forse prendeva in considerazione il censimento postecipato di un anno del 14 d.C., si contraddiceva perchè giustamente il documento in oggetto parla del 17° di Tiberio Cesare al 25 marzo, olimpiade 121 (I 201, doveva essere forse scritto nell'originale come I CCI).

Non è stato sufficiente per me scrivere che Gesù è nato al capodanno del primo marzo, giorno di confusione per l'eliminazione ufficiale, ma non sufficientemente propagandata, del 30 febbraio (primo della serie), ma mi sono preoccupato soprattutto di capire dove e perchè si sono confusi tutti i predecessori in 2000 anni.

Questa data che ho trovato verso settembre del 1997 ragionando sulla congiunzione Giove-Saturno è rimasta nel cassetto della mia scrivania fino a quando l'astronomo Molnar parlò della data dei Magi al 17 aprile, dell'anno astronomico -5, che corrisponde al sabato, Idi di Aprile del 6 a.C., tenendo io conto in modo appropriato dei bisestili triennali.

In seguito mi sono accorto che qualche sito in Italia dava anche la medesima data di nascita di Gesù ai primi di marzo, non specificando con precisione il giorno e nel Regno Unito, in modo preciso al primo marzo, ma non definendo con precisione l'anno, facendo capire il 7 a.C.

Infine mi sono accorto che in tutta l'Europa era festeggiata come Festa della Nascita per tradizione, cioè tramandata, ma che ad un certo punto la data delle calende di marzo è entrata in crisi, proprio con le eresie a comonciare dall'inizio del terzo secolo e la causa è stata l'interpretazione corretta del Vangelo di Luca sul primo censimento di Quirinio, ma sono interprtazioni di Luca che fa nel suo Vangelo, anche se storiche per veridicità. La data del primo aprile che deducevano risultava già realmente un pesce d'aprile a quei tempi. I risultati sono che si è continuato a sbagliare sempre più, in rigorosa predizione della profezia che Gesù sarebbe stato fonte di contraddizione.

Poichè le profezie sono parola di Dio, anch'io mi piego a questa volontà ed ho esposto le date nella pagina che Giovanni Conforti pubblica in contraddizione di date. La più appriscente è l'intero mese di marzo del 748 di Roma a fianco del marzo (virtuale) del 3 a.C., che è l'anno a cui fanno riferimento tutti gli Evangelisti per la nascità di Gesù.
Giovanni Massaro

http://www.innomedimaria.it

Maria S. - L'educazione di Gesù
E' un sito molto bello e serio.
Mi pare che l'aspetto dell'educazione di Gesù sia stata trascurata. Soprattutto si dovrebbe citare l'aspetto spirituale dei gruppi religiosi coincidenti al periodo dell'adolescenza di Gesù.
Il fatto che Gesù possa essere stato educato da "esseni" in quel tempo coinciderebbe con cio che Lui fece durante la sua predicazione.
Egli usò i riti sacri tipici dei gruppi religiosi ( più "puri" e vicini alla santita).
Questa formazione egli la contrapponeva alla rigida regola degli ebrei di quel tempo.
Le sue parole, che sono scritte in ogni vangelo (anche apocrifi) non possono che confermare il periodo preciso storico in cui nacque, visse, predicò e morì Gesù di Nazaret.
Ci sarebbe da dire che Egli non approvava tutto "passivamente" poichè asseriva che non era l'esteriorità che doveva essere "puro" ma l'interiorità.
Con queste affermazioni si evidenzia la conflittualita della sua personalita (appena formata) con la stessa cultura che Egli aveva appena avuto sopratutto presso quelle persone ascete e non tanto presso la religiosità eccessivamente rigida dell'ebraismo di quel tempo(che definì appunto "ipocrita").
A parte queste analisi ho potuto constatare che la storicità dell'Uomo storico di Gesù oltre alla reliquia della "Sacra sindone" ci sarebbe la possibilità di analizzate i luoghi in cui Egli visse.
Le tracce che ha potuto lasciare per esempio il golgota su cui morì o il luogo della Sua natività.
La fuga in egitto è anche avvenimento storico che ricorda un fatto orribile (strage degli innocenti).
Le Sua storicità è soprattutto negli scritti dei Vangeli, anche se le persone che li scrissero non erano colte nè meticolose.
Non so se ho potuto dare un contributo,lo spero e se potessi darne altri, lo farò con piacere.
Cordiali saluti
Virgilio T. - Grandate (Como)
Ho notato che ponete la morte di Gesù al 30 o 33 D.C. - Ma bisogna fare i conti con la storia, le Antichità Giudaiche e la data della morte del Giovanni Battista. Giuseppe Flavio scrive della guerra fra Erode ed Areta IV. Storicamente è attestata al 36 d.C. Giovanni fu ucciso lo stesso anno o eventualmente nel 35 d.C. . Non prima. Il ministero di Gesù inizia dopo la morte del Battista.Secondo il vangelo di Giovanni dura tre anni. Pilato lascia la Palestina all'inizio del 36 d.C.Mi potete risolvere questo rebus? Come è possibile che Gesù:" Patì sotto Ponzio Pilato"?
Risposta
Per rispondere alla tua domanda partiamo dal fatto, innanzitutto che non solo i Vangeli indicano che Gesù patì sotto Ponzio Pilato ma lo stesso Flavio Giuseppe nel Testimonium Flavio lo dice:
Libro XVIII:63 - 3. Allo stesso tempo, circa, visse Gesù, uomo saggio, se pure uno lo può chiamare uomo; poiché egli compì opere sorprendenti, e fu maestro di persone che accoglievano con piacere la verità. Egli conquistò molti Giudei e molti Greci. Egli era il Cristo.
Libro XVIII:64 Quando Pilato udì che dai principali nostri uomini era accusato, lo condannò alla croce. Coloro che fin da principio lo avevano amato non cessarono di aderire a lui. Nel terzo giorno, apparve loro nuovamente vivo: perché i profeti di Dio avevano profetato queste e innumeri altre cose meravigliose su di lui. E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti Cristiani.

Poi, identifichiamo il periodo in cui Pilato ha governato la Giudea e lo facciamo sempre in riferimento a Flavio Giuseppe ed al periodo in cui ha regnato Tiberio Cesare:

Gaio Svetonio Tranquillo – Vita dei Cesari (Tiberio Cesare)

Trattenuto però dal cattivo tempo e dall'aggravarsi del suo male, morì poco tempo dopo nella villa di Lucullo a settantotto anni di età, dopo ventitré di principato, diciassette giorni prima della calende di aprile, durante il consolato di Cn. Acerronio Proculo e di C. Ponzio Nigrino.

Il consolato di Acerronio Proculo e di C. Ponzio Nigrino viene indicato durante l'anno 37. Tiberio risulta aver regnato 23 anni, quindi, dall'agosto dell'anno 14 fino a metà marzo del 37.

Arrivo di Pilato in Giudea – Flavio Giuseppe:

Libro XVIII:33 Dopo Cesare, salì sul trono Tiberio Nerone, figlio di sua moglie Giulia; egli inviò Valerio Grato a succedere ad Annio Rufo quale governatore sui Giudei.
Libro XVIII:34 Grato depose Anano dal suo sacro ufficio e proclamò sommo sacerdote Ismaele, figlio di Fabi; dopo un anno lo depose e, in sua vece, designò Eleazaro, figlio del sommo sacerdote Anano. Dopo un anno depose anche lui e all'ufficio di sommo sacerdote designò Simone, figlio di Camitho.
Libro XVIII:35 L'ultimo menzionato tenne questa funzione per non più di un anno e gli successe Giuseppe, che fu chiamato Caifa. Dopo questi atti Grato si ritirò a Roma dopo essere stato in Giudea per undici anni. Venne come suo successore Ponzio Pilato.

Tiberio, appena diventato imperatore (anno 14), invia Grato in Giudea il quale si ritirà e lascia il posto a Pilato dopo 11 anni.

Anchè se non si puo' essere precisi perchè Giuseppe Flavio non indica dopo quanto tempo dall'essere diventanto imperatore Tiberio invia Grato in Giudea possiamo ad andare per ipotesi.

Pilato arriva in Giudea 11 anni dopo Grato, quindi, tra la fine dell'anno 25 e l'anno 26.

Pilato mandato via dalla Giudea

Libro XVIII:89 Vitellio allora mandò Marcello, suo amico, ad amministrare la Giudea e ordinò a Pilato di fare ritorno a Roma per rendere conto all'imperatore delle accuse fattegli dai Samaritani. Così Pilato, dopo avere passato dieci anni nella Giudea, si affrettò a Roma obbedendo agli ordini di Vitellio, dato che non poteva rifiutassi. Ma prima che giungesse a Roma, Tiberio se n'era andato

Pilatò viene cacciato dalla Giudea da Vitellio su ordine di Tiberio, ma non fa in tempo ad arrivare a Roma perchè Tiberio è morto.
Come si puo' ben vedere sopra siamo all'inizio dell'anno 37 e non 36.
E' sempre nel 37 che Vitellio, su ordine di Tiberio, si prepara alla guerra contro Areta e giunge a Gerusalemme durante la pasqua ma li viene a sapere che Tiberio è morto.
In riferimento al ministero di Gesù secondo i Vangeli Sinottici esso inizia prima della morte di Giovanni Battista quando Giovanni Battista battezza Gesù.

Vangelo di Luca

[1]Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène, [2]sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

Il 15° anno del regno di Tiberio va dal agosto del 28 al agosto del 29, inizio predicazione Giovanni Battista.

Vangelo di Matteo

[12]Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea [13]e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, [14]perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta

[2]Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: [3]«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». [4]Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: [5]I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, [6]e beato colui che non si scandalizza di me». [7]Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?

Vangelo di Marco

Gesù inaugura la sua predicazione
[14]Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: [15]«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

Vangelo di Giovanni

I PRIMI DISCEPOLI
[35]Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli [36]e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». [37]E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. [38]Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». [39]Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. [40]Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. [41]Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» [42]e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

Ma andiamo al problema che poni tu e cioè la morte di Giovanni Battista.

In antichità giudaiche nella sezione dove si parla della morte di Giovanni Battista, Giuseppe Flavio inizia con:

Libro XVIII:106 - 6. Ora fu in questo tempo che morì Filippo, fratello di Erode, nel ventesimo anno di Tiberio, dopo avere governato per trentasette anni la Traconitide, la Gaulanitide e la tribù detta dei Batanei. Nel governo si dimostrò moderato, amante della modestia e della pace.
Dato che Tiberio è diventato imperatore alla morte di Cesare Augusto, avvenuta il 19 Agosto del 14 D.c., indichiamo il 20° anno di Tiberio si colloca tra Agosto del 33 e del 34 D.c. avendo regnato 37 anni la Traconide cioè dal 4 A.C. (Data presunta ritenuta attualmente la più probabile data della morte di Erode il Grande - devo dire che, alcuni, ritengono come più probabile anno di morte di Erode il Grande l'anno in cui si è verificata l'eclissi totale dell'anno 1 A.C.).

Filippo ha regnato dal 4 A.C. Al 33 o 34 D.C.

Il testo di Giuseppe Flavio descrive, quindi, il funerale di Filippo e prosegue dicendo:
Libro XVIII:109 - V, I. - Intanto ebbe luogo una lite tra Areta re di Petra ed Erode; cercherò di raccontarne l'origine. Il tetrarca Erode aveva sposato la figlia di Areta e già da molto tempo viveva con lei. Nel viaggio che fece a Roma, albergò presso Erode suo fratello, nato da una madre diversa, cioè la figlia di Simone sommo sacerdote.
Questa parte del testo unita a quella appena prima fanno comprendere che la lite tra Areta Re di Petra e Erode è in corso nel periodo in cui è morto Filippo.
Flavio Giuseppe nel testo va ulteriormente indietro nel tempo per far capire l'origine di questa lite e questo fa capire dura da più anni.

Il testo di Flavio Giuseppe continua raccontando le vicende precedenti:

Libro XVIII:110 Il tetrarca si invaghì di Erodiade, moglie di suo fratello, lei era figlia del loro fratello Aristobulo e sorella di Agrippa il Grande, e osò parlarle di matrimonio; lei accettò, e convennero che tornando da Roma sarebbe passata da lui; tra queste convenzioni v'era pure quella che egli licenziasse la figlia di Areta.
Libro XVIII:111 Concluso l'accordo, egli navigò verso Roma. Compiuti gli affari che aveva a Roma, la moglie di lui, informata minutamente dei patti tra lui ed Erodiade, senza che lui fosse a conoscenza che a lei era gia noto tutto, chiese di andare a Macheronte, posto ai confini tra gli stati di Erode e di Areta, senza svelarne il motivo.
Libro XVIII:112 Erode, persuaso che ella nulla sapesse, acconsentì. Tempo prima lei aveva disposto ogni cosa e inviato messi al Macheronte, che in quel tempo era soggetto a suo padre, sicché allestito tutto l'occorrente per il viaggio di lei dal governatore, lei era pronta a partire per l'Arabia e non appena arrivò passò da un governatore all'altro che provvedevano al trasporto.

In queste due testi si possono evidenziare alcune cose:
- nel 1° testo Flavio Giuseppe tornando indietro nel tempo fa capire che da dove ha origine la lite cioè il matrimonio tra Erode Antipa e Erodiade, quindi, il fatto è precedente la morte di Filippo (33-34 D.C.) e la lite tra Antipa e Areta dura, quindi, vari anni
- nel 2° testo la moglie di Erode Antipa figlia di Areta saputo che il marito vuole ripudiarla si rifugia nella fortezza del Macheronte (dove era stato giustiziato Giovanni Battista), che dice Flavio Giuseppe era posta al confine tra il Regno di Erode e Areta.
- nel 3° testo la figlia di Areta e moglie di Erode aveva già predisposto tutto per andare nella fortezza e qui, Flavio Giuseppe indica che la fortezza in quel tempo, al tempo dell'inizio della lite, era sotto il controllo di Areta.
La domanda da porsi ora è: quando è possibile che Erode abbia potuto far imprigionare e poi uccidere Giovanni Battista nella fortezza del Macheronte se dall'inizio della lite essa era sotto il controllo di Areta e non di Erode?

Ma andiamo avanti Flavio avanza così:
Libro XVIII:113 Areta partì di qui per una querela. C'era anche una lite a proposito del distretto di Gabala, e da una parte e dall'altra vi era stata la rassegna dei soldati, ed ora erano in guerra, ma essi mandavano altri come comandasti invece di andare essi stessi.
Nel testo sopra si evince che da questo punto inizia la lite a causa del matrimonio tra Erode ed Erodiade ma, anche, che la lite non riguardava solo le vicende familiari ma che una lite era già in corso per altri motivi e qui la notizia che erano in guerra.
Poi:
Libro XVIII:114 Nella battaglia che ne seguì, l'esercito di Erode era distrutto quando alcuni fuorusciti venuti dalla tetrarchia di Filippo si unirono all'esercito di Erode e tradirono
Libro XVIII:115 Erode inviò un resoconto di questi eventi a Tiberio, il quale, sdegnato dall'arroganza di Areta, ingiunse a Vitellio di marciare contro di lui, inviarglielo in catene, qualora lo catturasse vivo, e, se morto, mandargli la testa. Queste furono le istruzioni che Tiberio inviò al governatore della Siria.

Da questi due versi, innanzitutto, si può leggere che segui effettivamente una battaglia ma che l'esercito di Erode venne distrutto a causa del tradimento di alcuni soldani che venuti dalla Tetrarchia di Filippo si unirono prima a Erode e poi lo abbandonarono.
Qui sorge la seconda domanda:
Se la lite fosse, effettivamente, iniziata ed accaduta solo dopo la morte di Filippo perchè Flavio Giuseppe parla di soldati venuti dalla tetrarchia di Filippo quando lui stesso scrive che essa viene cancellata (non esiste più) ed entra a far parte della Provincia della Siria con la sua morte?
Probabile la lite inizia, quindi, prima della morte di Filippo e continua dopo la morte di Filippo. La battaglia decisiva succede dopo la morte di Filippo, magari, i soldati a seguito della morte del loro tetrarca e della fine della tetrarchia passano all'esercito di Erode (la tetrarchia è diventata provincia romana) ma poi lo tradiscono o quale sia stato il motivo del tradimento un ordine di Filippo quando era ancora in vita?

Quindi, Flavio Giuseppe solo verso la fine parlà di Giovanni Battista:
Libro XVIII:118 Quando altri si affollavano intorno a lui perché con i suoi sermoni erano giunti al più alto grado, Erode si allarmò. Una eloquenza che sugli uomini aveva effetti così grandi, poteva portare a qualche forma di sedizione, poiché pareva che volessero essere guidati da Giovanni in qualunque cosa facessero. Erode, perciò, decise che sarebbe stato molto meglio colpire in anticipo e liberarsi di lui prima che la sua attività portasse a una sollevazione, piuttosto che aspettare uno sconvolgimento e trovarsi in una situazione così difficile da pentirsene.
Libro XVIII:119 A motivo dei sospetti di Erode, (Giovanni) fu portato in catene nel Macheronte, la fortezza che abbiamo menzionato precedentemente, e quivi fu messo a morte. Ma il verdetto dei Giudei fu che la rovina dell'esercito di Erode fu una vendetta di Giovanni, nel senso che Dio giudicò bene infliggere un tale rovescio a Erode.

Abbiamo notato che Flavio Giuseppe già indica che Gesù venne crocifisso durante il governatorato di Pilato e lo fa nel libro XVIII versi 63 e 64 molto prima di parlare di Giovanni Battista (Libro XVIII – 118 e 119).
Spesso Flavio Giuseppe nel descrivere alcuni fatti passa dal descrivere i fatti in questione per tornare indietro all'origine per capire meglio la questione per poi ritornare ancora ai fatti.
Il fatto che Giuseppe Flavio descriva il giudizio del popolo nella sconfitta di erode non vuol dire che essa sia avvenuta immediatamente l'anno della sconfitta del suo esercito ma che la morte di Giovanni Battista sia collegata ai fatti stessi anche se accaduti anni molti più anni prima.
Sicuramente Giovanni Battista era un problema per Erode ma non ci sono elementi precisi per dire quando sia stato ucciso, visto anche il discorso del controllo della fortezza in cui sarebbe stato ucciso il Battista (come poteva far ucciderlo se la fortezza era già controllata da Areta ed vista la pesante sconfitta subita?)

Libro XVIII:115 Erode inviò un resoconto di questi eventi a Tiberio, il quale, sdegnato dall'arroganza di Areta, ingiunse a Vitellio di marciare contro di lui, inviarglielo in catene, qualora lo catturasse vivo, e, se morto, mandargli la testa. Queste furono le istruzioni che Tiberio inviò al governatore della Siria.
Libro XVIII:120 - 3. Vitellio si allestì presto alla guerra contro Areta con due legioni di fanteria pesante e di fanteria leggera e cavalleria annessa a loro come ausiliare; procedendo dai regni che erano sotto il giogo dei Romani, marciò in direzione di Petra e occupò Tolemaide.

Cmq come si puo' leggere all'inizio della presente risposta Pilato era in viaggio per Roma quando Vitellio si appresta ad intervenire su Areta in aiuto di Erode (morte di Tiberio – leggere sotto).

Libro XVIII:121 Quando incominciò a condurre l'esercito attraverso le terre della Giudea, i Giudei notabili andarono a incontrarlo per pregarlo di non attraversare la loro terra, essendo contrario alla loro tradizione permettere che immagini, e ce n'erano molte sui loro stendardi, attraversassero il loro suolo.
Libro XVIII:122 Accogliendo la loro supplica, egli abbandonò il suo piano originale e ordinò all'esercito di marciare lungo la Grande Pianura, mentre lui con Erode tetrarca e i suoi amici salì a Gerusalemme a offrire sacrifici a Dio durante la festa tradizionale che i Giudei stavano celebrando.
Libro XVIII:123 Al suo arrivo, fu salutato con speciale calore dalla moltitudine giudaica. Restò qui tre giorni durante i quali depose il sommo pontefice Gionata dal suo ufficio e pose al suo posto Teofilo, fratello di Gionata.
Libro XVIII:124 Nel quarto gli fu recapitata la lettera che gli annunziava la morte di Tiberio, ed egli condusse il popolo a giurare obbedienza a Gaio. Richiamò poi l'esercito, ordinando che ognuno rientrasse al proprio quartiere d'inverno poiché non era più autorizzato, come prima, a fare guerra all'estero ora che il comando era passato nelle mani di Gaio.

E' ben vero che alcune cose non siano chiare ed in questo Flavio Giuseppe ed i Vangeli Canonici non aiutano.
Non ci sono elementi precisi per dire se uno tra Flavio Giuseppe o i Vangeli Ufficiali oppure entrambi abbiano fatto degli errori, io li ritengo veri entrambi.