La madre di Gesù (Yehoshua, Yeshu) è Maria di Nazaret.
Si parla della Madre di Gesù in molti testi antichi c.d. apocrifi e in altri testi ritenuti più o meno ufficiali come Il Protovangelo di Giacomo, il papiro di Bodmer, il codice di Arundel, il codice di Hereford, il Vangelo dello PseudoMatteo e il Manoscritto di Chartres.
In base a questi testi si sa che Maria, la madre di Gesù, è nata a Nazareth da Gioacchino e Anna.
La famiglia di Gioacchino, padre di Maria, era originaria di Nazareth mentre quella di Anna, la madre, era originaria, invece, di Betlemme.
Dai testi ci viene detto che Gioacchino era un uomo estremamente ricco (pastore), devoto e generoso.
Gioacchino all'età di 20 o 25 anni sposa Anna figlia di Achar, di Issacar o Isascar non si capisce bene della tribù di Giuda
e stirpe di Davide.
Dopo oltre 20 anni di vita insieme Gioacchino ed Anna non riescono ad avere figli.
Dopo un periodo di tristezza Gioacchino viene preso da vergogna, decide di non fare più ritorno a casa, perchè deriso dai sacerdoti del tempio per non essere ancora riuscito in tarda età ad avere un figlio.
Gioacchino ed Anna fanno voto al signore Dio e, quindi, riescono finalmente ad avere Maria.
In segno di ringraziamento per la benedizione ricevuta dal signore all'età di 3 anni Maria viene consegnata e allevata dai sacerdoti del tempio.
All'età di dodici o forse quattordici anni venne deciso dai sacerdoti del tempio, dopo un consiglio, che era il momento di trovarle un marito.
Al tempio si riuniscono i pretendenti sposi di Maria tra cui viene scelto un vecchio vedovo di nome Giuseppe.
Maria si trasferisce a casa di Giuseppe a Nazareth.
Mentre Giuseppe è via da alcuni mesi a causa del suo lavoro di falegname o costruttore, Maria rimane incinta di Gesù.
Maria, non ripudiata da Giuseppe, partorisce a Betlemme paese natale di Giuseppe dove si era recata a causa del censimento.
Gli studiosi che, a vario titolo, stanno studiando la vita di Gesù hanno dato vita a varie ipotesi su Maria ed i fratelli e lo sposo di Gesù.
Lo studioso James D. Tabor nel suo libro la "Dinastia di Gesù" da questa versione sulla famiglia di Gesù:
- innanzitutto, Maria è la madre, oltrè di Gesù, di Giacomo, Simone, Giuda e Giuseppe
- Giuseppe, padre legale di Gesù, muore senza avere figli
- Maria vedova, sposa il fratello Cleofa (Alfeo) e ha da lui Giacomo (primogenito), Simone, Giuda e Giuseppe e due figlie
- sia Giuseppe che Cleofa (Alfeo) sono probabilmente morti quando Gesù viene crocifisso
- Maria di Cleofa non sarebbe altro che la stessa Maria, non esiste una sorella di Maria
- Salomè o Maria Salome sarebbe la sorella di Gesù.
E quando Giuseppe, decrepito di vecchiaia, morì e fu sepolto con i suoi genitori, la beata vergine Maria abitava con i suoi nipoti, ossia con i figli delle sue sorelle.
Infatti, Anna ed Emerina erano state sorelle:
- da Emerina era nata Elisabetta, la madre di Giovanni Battista. Anna, la madre della beata Maria, essendo molto bella, dopo la morte di Gioacchino sposò Cleofa da cui ebbe una seconda figlia: la chiamo Maria e la diede in moglie ad Alfeo; da essa nacquero Giacomo, figlio di Alfeo, e Filippo suo fratello.
Morto anche il suo secondo marito, Anna sposò un terzo marito, di nome salome, da cui ebbe una terza figlia; la chiamò ugualmente Maria e la diede in moglie a Zebedeo; da essa nacquero Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni Evangelista.
La stessa notizia, anche più per esteso nel cod. A all'inizio del Vangelo.
A differenza di J.Tabor, per Robert Eisenmann si configura questa versione sulla famiglia di Gesù:
- Alfeo, Cleofa e Giuseppe non sarebbero altro che la stessa persona cioè il Giuseppe dei Vangeli
- Maria è, quindi, la madre di Gesù, di Giacomo, di Simone, di Giuda e Giuseppe e delle due figlie indicate nei Vangeli
- il quarto fratello Joses (Giuseppe) è in realta lo stesso Gesù
- la cosiddettà Salomè o Maria Salomè sarebbe la sorella di Gesù
- l'apostolo Giacomo, fratello di Giovanni, non esisterebbe
- la decapitazione dell'Apostolo Giacomo nasconderebbe la morte di Giuda, fratello di Gesù
- Zebedeo, padre di Giovanni evangelista e Giacomo, sarebbe un nome inventato e, quindi, di facciata per nascondere il ruolo di primo piano
di Giacomo come capo e successore di Gesù
- l'Apostolo Pietro (Cefa) e l'Apostolo Simone Cananeo, fratello di Gesù, potrebbero essere la stessa persona?
[26]Gesù allora, vedendo la madre e là accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna, ecco il tuo
figlio!.
[27]Poi disse al discepolo: Ecco la tua madre!.
Sono tre le tradizioni e leggende che parlando della morte di Maria:
1- avrebbe seguito il discepolo Giovanni e sarebbe morta ad Efeso.
2- sarebbe morta a Gerusalemme sul Monte Sion
3- sarebbe morta in Galles dove era giunta insieme a Giuseppe D'Arimatea
(Sarebbe stato lui e non Giovanni sotto la croce di Gesù insieme a Maria).
Come direbbe qualcuno : << La domanda nasce spontanea. Chi era il vero padre di Gesù?>>
Aimù, non ù possibile rispondere a questa domanda ma solo riportare le tante ipotesi e leggende.
Una sola cosa sembra certa! Cioè, che il padre putativo di Gesù sarebbe stato secondo i Vangeli "Giuseppe" il falegname o molto probabilmente come si direbbe oggi il costruttore.
In base dalle indicazioni di un testo apocrifo "Storia di Giuseppe il Falegname" , Giuseppe era un vedevo.
Giuseppe dal matrimonio precedente a quello con Maria, madre di Gesù, aveva avuto 6 figli :
- Giuda, Giusto, Giacomo, Simeone
- Assia e Lidia
- Giuda, Ioseto (Giuseppe), Giacomo, Simone
- Assia e Lidia
"Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses (Giuseppe), di Giuda e di Simone?
E le sue sorelle non stanno qui da noi?".
In base alle notizie riportate dal testo apocrifo, Giuseppe ù vecchio e vedovo originario della cittù di Betlemme avrebbe ricevuto la dodicenne Maria dai sacerdoti del tempio.
Maria rimane con Giuseppe due anni e mentre Giuseppe è fuori casa rimane incinta.
Rimasto sconvolto dalla visione pensa di ripudiare Maria ma dopo un sogno del Arcangelo Gabriele cambia idea.
Ad un certo punto i sacerdoti del tempio, non vedendo più Giuseppe ai loro consigli, vanno a trovarlo e si accorgono che Maria, prima della celebrazione del matrimonio, è incinta.
Giuseppe e Maria vengono portati dinanzi ad un tribunale composto dai Sacerdoti per essere processati ma, superato entrambi il test previsto dalla legge di Mosù, tornano a vita normale.
In base al testo "Storia di Giuseppe il falegname" Giuseppe muore alla tarda età di 112 anni e il fatto che nei Vangeli non si fa menzione di Giuseppe mentre Gesù inizia il suo ministero (30 anni circa), fa ritenere Giuseppe già deceduto.
| VANGELO DI MATTEO | VANGELO DI LUCA |
|---|---|
| Abramo generò Isacco | figlio di Abramo |
| Isacco generò Giacobbe | figlio di Isacco |
| Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli | figlio di Giacobbe |
| Giuda generò Fares e Zara da Tamar | figlio di Giuda |
| Fares generò Esròm | figlio di Fares |
| Esròm generò Aram | figlio di Esrom |
| Aram generò Aminadàb | figlio di Arni |
| Aminadàb generò Naassòn | figlio di Admin |
| Naassòn generò Salmòn | figlio di Aminadàb |
| Salmòn generò Booz da Racab | figlio di Naàsson |
| Booz generò Obed da Rut | figlio di Sala |
| Obed generò Iesse | figlio di Booz |
| Iesse generò il re Davide | figlio di Obed |
| Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa | figlio di Iesse |
| Salomone generò Roboamo | figlio di Davide |
| Roboamo generò Abìa | figlio di Natàm |
| Abìa generò Asàf | figlio di Mattatà |
| Asàf generò Giòsafat | figlio di Menna |
| Giòsafat generò Ioram | figlio di Melèa |
| Ioram generò Ozia | figlio di Eliacim |
| Ozia generò Ioatam | figlio di Ionam |
| Ioatam generò Acaz | figlio di Giuseppe |
| Acaz generò Ezechia | figlio di Giuda |
| Ezechia generò Manasse | figlio di Simeone |
| Manasse generò Amos | figlio di Levi |
| Amos generò Giosia | figlio di Mattàt |
Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli (al tempo della deportazione in Babilonia) |
figlio di Iorim |
Ieconia generò Salatiel (Dopo la deportazione in Babilonia) |
figlio di Elièzer |
| Salatiel generò Zorobabèle | figlio di Gesù |
| Zorobabèle generò Abiùd | figlio di Er |
| Abiùd generò Elìacim | figlio di Elmadàm |
| Elìacim generò Azor | figlio di Cosam |
| Azor generò Sadoc | figlio di Addi |
| Sadoc generò Achim | figlio di Melchi |
| Achim generò Eliùd | figlio di Neri |
| Eliùd generò Eleàzar | figlio di Salatiel |
| Eleàzar generò Mattan | figlio di Zorobabèle |
| Mattan generò Giacobbe | figlio di Resa |
| Giacobbe generò Giuseppe | figlio di Ioanan, |
| figlio di Ioda | |
| figlio di Iosek | |
| figlio di Semèin | |
| figlio di Mattatìa | |
| figlio di Maat | |
| figlio di Naggài | |
| figlio di Esli | |
| figlio di Naum | |
| figlio di Amos | |
| figlio di Mattatìa | |
| figlio di Giuseppe | |
| figlio di Innài | |
| figlio di Melchi | |
| figlio di Levi | |
| figlio di Mattàt | |
| Giuseppe, figlio di Eli |
1. Poichè gli evangelisti Matteo e Luca ci presentano in modo diverso la genealogia di Cristo, molti credono che essi si contraddicano e i singoli fedeli, per ignoranza della verità, si sono lusingati di trovare una spiegazione di quei passi. Ora noi vogliamo proporre, al riguardo, un racconto giunto fino a noi in una lettera destinata ad Aristide e che tratta dell'accordo della genealogia nei Vangeli e che è stata scritta da Africano, che noi abbiamo menzionato poco pri-ma. Egli, dopo aver rifiutato le opinioni degli altri come forzate o false, ci riferisce questo racconto di cui lui stesso ù venuto a conoscenza, con queste parole:
2. "In Israele i nomi delle generazioni erano enumerati secondo la natura o secondo la Legge: secondo la natura per mezzo della successione basata sulla finzione legittima, secondo la Legge quando un uomo aveva dei figli che portavano il nome del fratello morto senza prole; infatti non era ancora stata data chiaramente la speranza della resurrezione, che sarebbe venuta in seguito, perciò la rappresentavano come una specie di resurrezione mortale, perpetuando il nome del defunto perch&e così potesse rimanere.
3. Per questo motivo i membri della genealogia di Cristo, in parte successero ai loro padri secondo un ordine naturale, in parte, invece, ricevettero il nome non da quelli che li generarono, ma da quelli nel cui nome furono generati; nei Vangeli si fa menzione di entrambi, dei veri padri e dei padri convenzionali.
4. Così nessuno dei due Vangeli dice il falso, perchù l'enumerazione è fatta o secondo la natura o secondo la Legge. Le generazioni che risalgono a Salomone e quelle derivate da Nathan si sono intrecciate le une con le altre o per risurrezioni di uomini senza figli o per seconde nozze o per la procreazione in nome d'altri, di modo che i medesimi personaggi sono giustamente considerati figli dei loro padri putativi oppure reali. Cosù entrambe le genealogie sono assolutamente vere e giungono fino a Giuseppe in modo un po' complicato, ma esatto.
5. "Per rendere chiaro ciò che sto dicendo, spiegherè i punti in cui le genealogie si confondono. Se enumeriamo le generazioni a partire da Davide, per mezzo di Salomone, troveremo per terz'ultimo Matthan, che generù Giacobbe, padre di Giuseppe. Secondo Luca, partendo da Nathan, figlio di Davide, troviamo, allo stesso modo, come terz'ultimo Melchi: Giuseppe figlio di Eli, figlio di Melchi.
6. Ora, dato che ci stiamo occupando di Giuseppe, dovremo spiegare come mai l'uno e l'altro siano presentati come suo padre, tanto Giacobbe che discende da Salomone, che Eli discendente da Nathan; come mai sono tra loro fratelli e come i padri loro Matthan e Melchi, pur essendo di stirpi diverse, appaiano come avi di Giuseppe.
7. Dunque, Matthan e Melchi avendo sposato successivamente la medesima donna, ebbero figli che erano fratelli uterini, giacchè la Legge non impediva a una donna che fosse rimasta senza marito o perchè ripudiata o perchè vedova di sposarsi con un altro.
8. Da Esta (così la tradizione chiama questa donna) dapprima Matthan, che discendeva da Salomone, generò Giacobbe; poi, essendo morto Matthan, Melchi che traeva la sua origine da Nathan sposò la sua vedova e ne ebbe un figlio, Eli.
9. Così noi troveremo che Giacobbe ed Eli che erano di stirpe diversa, erano fratelli uterini. Morto Eli, senza figli, Giacobbe ne sposù la vedova e generò da lei, terzo, Giuseppe, che era perciò figlio suo secondo natura (nel sacro testo ù scritto: Giacobbe generò Giuseppe) ma secondo la Legge era invece figlio di Eli, perchè era a lui che suo fratello Giacobbe aveva dato un discendente.
10. Appunto per questo motivo non vi sono inesattezza nella genealogia che lo riguarda. E l'evangelista Matteo l'enumera cosù: "Giacobbe generò Giuseppe" e Luca invece dice: "Il quale (Gesù) era come si riteneva (egli aggiunge anche questa precisazione) figlio di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Melchi. Non sarebbe stato possibile esporre in maniera più chiara la discendenza legale: Luca sino alla fine ha evitato la parola "generù" riguardo a tale albero genealogico, risalendo particolareggiatamente fino ad Adamo, figlio di Dio.
11. "Nè questo certamente è stato detto da noi senza dimostrarlo o improvvisando. I parenti del Salvatore secondo la carne, o per ostentazione o semplicemente per renderci edotti, tuttavia sempre seguendo la veritù, hanno tramandato anche questo: "Alcuni briganti idumei avevano fatto una scorreria contro la cittù di Ascalona in Palestina e da un tempietto dedicato ad Apollo, che sorgeva presso le mura, condussero via prigioniero Antipatro, figlio di Erode", che era ierodulo, col resto del bottino; non potendo il sacerdote pagare il prezzo del riscatto per suo figlio, Antipatro fu allevato secondo le usanze degli Idumei e più tardi divenne caro ad Ircano, sommo sacerdote della Giudea.
12. Essendo andato come ambasciatore presso Pompeo, per conto di Ircano, egli ottenne in suo favore la liberazione del regno che era stato usurpato dal fratello Aristobulo; egli, invece, ebbe la fortuna di diventare epimeletes della Palestina. Ad Antipatro, ucciso a tradimento per invidia della sua grande fortuna, successe il figlio Erode, che poi da Antonio e da Augusto, con un senatoconsulto, fu scelto come re dei Giudei. I suoi figli furono Erode e gli altri tetrarchi". E questo coincide anche con quanto è detto nella storia dei Greci.
13. "Fino a questo tempo, negli archivi, si trovavano trascritte le genealogie dei veri Ebrei e quelle dei proseliti, come ad esempio Achior l'Ammanita, Ruth la Moabita e delle genti uscite dall'Egitto e mescolate con gli Ebrei. Erode, al quale non interessava per nulla la razza degli Israeliti ed era piccato del fatto di essere di origine oscura, fece bruciare i registri di queste genealogie, credendo di apparire nobile se non vi fosse alcuno che potesse con un documento pubblico far risalire la propria origine ai Patriarchi o ai proseliti o a stranieri misti agli Israeliti e chiamati geori.
14. "Ma alcuni pochi, più previdenti, o perchè ricordavano i nomi delle loro genealogie o ne avessero delle copie, si possono vantare di aver salvato il ricordo della loro nobiltà. Fra loro si trovavano quelli di cui abbiamo parlato prima, chiamati despùsynoi per la loro parentela col Salvatore: originari dei villaggi giudaici di Nazareth e di Kochaba si erano poi sparsi nel resto del paese ed avevano esposto, fin dove avevano potuto, la suddetta genealogia secondo il Libro dei giorni.
15. "Posto che le cose siano così o altrimenti, non si potrebbe trovare una spiegazione più soddisfacente. almeno a mio giudizio o a giudizio di qualsiasi persona di buon senso. Questa ci basti anche se resta senza testimonianza, dal momento che non possiamo presentarne una migliore o più vera. D'altra parte il Vangelo dice il vero riguardo a ogni cosa".
16. Alla fine della medesima lettera Africano aggiunge queste parole: "Matthan, discendente di Salomone, generò Giacobbe. Morto Matthan, Melchi, discendente di Nathan, generò dalla medesima donna Eli. Eli e Giacobbe erano dunque fratelli uterini. Morto Eli senza lasciare figli, Giacobbe gli procurò un discendente e generù Giuseppe, figlio suo secondo la natura, figlio di Eli secondo la legge. Cosù Giuseppe era figlio di entrambi".
17. Così Africano. Fatta in questo modo la genealogia di Giuseppe appare di necessità anche Maria come appartenente alla
medesima tribù, giacchè, secondo la Legge mosaica, non era permesso sposare membri di un'altra tribù: era prescritto che ci
si dovesse sposare fra persone del medesimo distretto e della stessa tribù, perchè l'eredità di una determinata stirpe non
passasse da una tribù all'altra.
E anche su questo argomento possono bastare le cose che abbiamo detto.
Ancora oggi molti studiosi cercano di capire il perchè delle differenze Genealogiche su Gesù.
Le opinioni in proposito sono :
Una delle domande frequenti è se Gesù aveva veramente fratelli e come si chiamavano.
Si parla di fratelli di Gesù sia nei Vangeli Canonici che in altri testi :
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare.
Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: ùEcco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercanoù.
Ma egli rispose loro: Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?.
Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli!
Chi compie la volontà di Dio, costui ù mio fratello, sorella e madre
Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses (Giuseppe), di Giuda e di Simone?
E le sue sorelle non stanno qui da noi?.
E si scandalizzavano di lui.
Ma Gesù disse loro: Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua
Dopo questo fatto, discese a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.
ùI suoi fratelli gli dissero: Parti di qui e va' nella Giudea perchè anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai.
Nessuno infatti agisce di nascosto, se vuole venire riconosciuto pubblicamente.
Se fai tali cose, manifùstati al mondo!.
Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui.
Gesù allora disse loro: Il mio tempo non ù ancora venuto, il vostro invece è sempre pronto.
Il mondo non puù odiare voi, ma odia me, perchè di lui io attesto che le sue opere sono cattive.
Andate voi a questa festa; io non ci vado, perchè il mio tempo non è ancora compiuto.
Dette loro queste cose, restò nella Galilea.
Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto.
[55]C'erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo.
[56]Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.
[1]Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro.
[40]C'erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Mùgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, [41]che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
[47]Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto.
[1]Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.
[49]Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, osservando questi avvenimenti.
[10]Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli.
[25]Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.
ùTutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.ù
ùNon abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?
ùdegli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore.
Un'altra storia del genere è narrata in Sanhedrin, 67a:
"Di tutti coloro che sono colpevoli di morte secondo la Legge, egli solo viene preso con uno strattagemma.
In che modo?
Accendono una candela in una stanza interna e mettono dei testimoni in una stanza accanto da dove, senza essere visti,
possono vederlo e udirlo.
Poi quello che egli aveva cercato di sedurre gli dice 'Per favore, ripeti qui privatamente quello che mi hai
detto prima.'
Se il seduttore ripete quello che aveva detto, l'altro gli chiede 'Ma come possiamo lasciare il nostro Dio che ù nei cieli e servire
degli idoli?'
Se il seduttore si pente, allora tutto ù a posto. Ma se egli dice 'E' nostro dovere e diritto di farlo,' allora i testimoni che
l'hanno sentito dalla stanza accanto lo portano davanti al giudice e lo uccidono con la lapidazione.
Questo è ciò che fecero al figlio di Stada a Lud, ed essi lo appesero alla viglia della pasqua. Perchè questo figlio di
Stada era il figlio di Pandira.
Infatti il rabbino Chasda ci dice che Pandira era il marito di Stada, sua madre, ed egli visse durante la vita di Paphus, il figlio di
Jehuda.
Ma sua madre era stada, Maria di Magdala (una parrucchiera per signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il marito."
Tre persone camminavano sempre con il Signore: Maria, sua madre, la sorella di lei, e la Maddalena, detta la sua compagna. Maria infatti si chiamava sua sorella, sua madre, e sua compagna.
2. In quel tempo Giacomo, detto fratello del Signore, poichù anch'egli era chiamato figlio di Giuseppe - e Giuseppe era padre di Cristo e la Vergine sua promessa sposa, la quale, prima che fossero venuti a stare insieme, si trovù incinta per opera dello Spirito Santo, come insegna il sacro testo evangelico --, questo stesso Giacomo, dunque, soprannominato dagli antichi anche il Giusto in virtù dei suoi meriti, fu il primo, dicono, ad occupare il trono episcopale della Chiesa di Gerusalemme.
Dopo il martirio di Giacomo e la caduta di Gerusalemme che subito seguì, narra la tradizione che gli apostoli e i discepoli del Signore che erano ancora in vita, convenuti da ogni parte, si unirono ai parenti del Signore (la maggior parte dei quali era ugualmente ancora in vita a quel tempo) e tennero consiglio tutti insieme per decidere chi giudicare degno di succedere a Giacomo.
All'unanimità tutti designarono vescovo di quella diocesi Simeone, figlio di Cleopa, che è menzionato nel Vangelo ed era, a quanto dicono, cugino del Salvatore (Egesippo racconta infatti che Cleopa era fratello di Giuseppe).
[1] Simone, detto il Cananeo, Giuda, detto Taddeo, e Giacomo, che alcuni chiamano il fratello del Signore, furono fratelli carnali, originari
di Cana della
Galilea, nati dai coniugi Alfeo e Maria figlia di Cleofa.
L'ultimo di essi nacque dalla stessa madre, ma da padre diverso, e cioù da Giuseppe, uomo giusto, quello al quale andò in sposa
la beatissima Madre di Dio,
Maria.
Perciù Giacomo fu detto fratello del Signore, quanto alla carne però: a Giuseppe, infatti, padre di Giacomo, era sposata sebbene
a lui non sia mai stata
unita la Vergine Maria, resa poi incinta dallo Spirito santo, onde diede alla luce, vergine, il salvatore del mondo, il Signore nostro
Gesù Cristo.
Venuto a conoscenza della morte di Festo, Cesare inviò Albino come procuratore della Giudea.
Il re poi allontanò Giuseppe dal sommo sacerdozio e gli diede come successore nell'ufficio il figlio di Anano, il quale si
chiamava anch'egli Anano.
Del vecchio Anano si dice che fu estremamente felice; poichè ebbe cinque figli e tutti, dopo di lui, godettero di quell'ufficio per un lungo periodo, divenendo sommi sacerdoti di Dio; un fatto che non accadde mai ad alcuno dei nostri sommi sacerdoti.
Il più giovane Anano che, come abbiamo detto, fu designato al sommo sacerdozio, era una persona di indole franca e
oltremodo ardita.
Seguiva la scuola dei Sadducei, che, in veritù, quando sedevano in giudizio erano più insensibili degli altri Giudei, come
giù accennato.
Con il carattere che aveva, Anano pensù di avere un'occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio: cosù convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo, fratello di Gesù, che era soprannominato Cristo, e certi altri, con l'accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perchè fossero lapidati.
Ma le persone più equanimi della città, considerate le più strette osservanti della Legge si sentirono offese da questo
fatto.
Perciò inviarono segretamente (legati) dal re Agrippa supplicandolo di scrivere una lettera ad Anano che il suo primo passo
non era corretto, e ordinandogli di desistere da ogni ulteriore azione.
Alcuni di loro andarono a incontrare Albino che era in cammino da Alessandria informandolo che Anano non aveva alcuna autoritù di convocare il Sinedrio senza il suo assenso.
Convinto da queste parole, Albino inviù una lettera sdegnata ad Anano minacciandolo che ne avrebbe portato la pena
dovuta.
E il re Agrippa, a motivo della sua azione depose Anano dal sommo pontificato che aveva da tre mesi, sostituendolo con
Gesù, figlio di Damneo.
Dopo il martirio di Giacomo e la caduta di Gerusalemme che subito seguì, narra la tradizione che gli apostoli e i discepoli del Signore che erano ancora in vita, convenuti da ogni parte, si unirono ai parenti del Signore (la maggior parte dei quali era ugualmente ancora in vita a quel tempo) e tennero consiglio tutti insieme per decidere chi giudicare degno di succedere a Giacomo. All'unanimità tutti designarono vescovo di quella diocesi Simeone, figlio di Cleopa, che è menzionato nel Vangelo ed era, a quanto dicono, cugino del Salvatore (Egesippo racconta infatti che Cleopa era fratello di Giuseppe).
Egesippo riporta queste notizie, dicendo testualmente: 20. 1. "Della famiglia del Signore rimanevano ancora i nipoti di Giuda, detto fratello suo secondo la carne, i quali furono denunciati come appartenenti alla stirpe di Davide. L'evocatus li condusse davanti a Domiziano Cesare, poichè anch'egli, come Erode, temeva la venuta di Cristo.
Quando lo stesso Domiziano ordinò di sopprimere i discendenti di Davide, un'antica tradizione riferisce che alcuni eretici denunciarono anche quelli di Giuda (che era fratello carnale del Salvatore) come appartenenti alla stirpe di Davide e alla parentela di Cristo stesso. Egesippo riporta queste notizie, dicendo testualmente:
1. "Della famiglia del Signore rimanevano ancora i nipoti di Giuda, detto fratello suo secondo la carne, i quali furono denunciati come appartenenti alla stirpe di Davide. L'evocatus li condusse davanti a Domiziano Cesare, poichè anch'egli, come Erode, temeva la venuta di Cristo.
2. Ed egli chiese loro se erano discendenti di Davide, e ne ebbe la conferma. Chiese allora quante proprietà e quanto denaro avessero. Essi risposero che avevano in totale novemila denari, metù per ciascuno, e neppure in contanti, ma erano il valore di un terreno di soli trentanove pletri, di cui pagavano le tasse e di cui campavano, coltivandolo essi stessi.
3. E gli mostrarono le mani, portando a testimonianza del loro lavoro personale la rudezza del corpo e i calli formatisi sulle mani per la continua fatica.
4. Interrogati su Cristo e il suo regno, sulla sua natura e il luogo e il tempo in cui si sarebbe manifestato, risposero che il suo regno non era di questo mondo, nè di questa terra, ma celeste e angelico, e si compirò alla fine dei secoli, quando Cristo verrù nella gloria a giudicare i vivi e i morti e renderà a ciascuno secondo le sue opere.
5. Allora Domiziano non inflisse loro nessuna condanna, ma li disprezzò giudicandoli meschini e li lasciò andare, e con un editto fece cessare la persecuzione contro la Chiesa.
6. Una volta liberati, essi furono a capo delle Chiese come testimoni e insieme parenti del Signore, e, ritornata la pace, rimasero in vita fino a Traiano".
Chi sia stato il padre naturale di Gesù ù un mistero che non sù se sara mai risolto.
(I, 28) T'inventasti la nascita da una vergine: in realtà tu sei originario da un villaggio della Giudea e figlio di una donna di quel
villaggio, che viveva
in povertà filando a giornata.
Inoltre costei, convinta di adulterio, [13] fu scacciata dallo sposo, falegname di mestiere.
Ripudiata dal marito e vergognosamente randagia, essa ti generù quale figlio furtivo.
[14] Spinto dalla povertà andasti a lavorare a mercede in Egitto, dove venisti a conoscenza di certe facoltù per le quali gli
egiziani vanno famosi.
Quindi ritornasti, orgoglioso di quelle facoltà e grazie ad esse ti proclamasti Dio.
Tua madre, dunque, fu scacciata dal falegname, che l'aveva chiesta in moglie, perchù convinta di adulterio e fu resa incinta da un
soldato di nome Pantera.
Nel suo libro "La Dinastia di Gesù" James D. Tabor descrive il ritrovamento di una pietra tombale di un soldato romano "Tiberio Giulio Abdes Pantera" che dal cimitero romano di Bingerbruck, a venti chilometri circa a Nord di Bad Kreuznach, cittadina ad un ora di treno da Francoforte, era poi finita esposta nel vecchio museo civico di antichità romane a Bad Kreuznach chiamato Romerhalle.
La pietra tombale ha incise queste parole:
Tiberio Giulius Abdes Panthera
di Sidone, anni 62
soldato con 40 anni di servizio
nella prima coorte di arcieri
giace qui.
Questo soldato romano, secondo lo storico tedesco DEISSMANN, era nato nell'antica città SINDONE, l'attuale Sayda, una cittù costiera del libano meridionale,a nord di Tiro, lontana meno di settanta chilometri da Sefforis (città non distante da Nazareth).
Le ricerche di Tabor sulla pietra tombale hanno portato a scoprire che:
- il soldato non era romano di nascita ma aveva acquisito il nome TIBERIO GIULIO dal nome dei due imperatori per cui ù stato al
servizio
- il nome di origine ABDES è una versione latinizzata dell'aramaico "EBED" che significa servo di Dio
- il nome PANTERA è di origine greca.
La cittadinanza romana poteva essere acquisita all'epoca di Tiberio, dopo aver trascorso 25 anni di ferma nell'esercito.
Il soprannome Pantera era ampiamente in uso tra soldati romani ed l'origine del nome Abdes fa si che il soldato della pietra tombale poteva
essere di
origine semitica o persino giudaica.
A sostegno di questa ipotesi, nel 1891 a nord della cittù vecchia di Gerusalemmme sulla strada di Nablus ù stata scoperta una
tomba ebraica risalente
al I secolo contenente un ossario con il nome Pentheros in greco accanto al figlio josepos.
Questa tomba era sicuramente di giudei e conferma che il nome Pantera poteva essere usato anche dai giudei.
Tiberio Giulio Giulio si sarebbe arruolato all'etù di 22 anni come soldato nella prima coorte arcieri e vi sarebbe rimasto per 40
anni.
L'imperatore Tiberio, imperatore dal 14 al 37 D.C.
La prima coorte di Arcieri, in cui milito Abdes, sarebbe giunta dalla Dalmazia nel 6 D.C. proveniente dalla Palestina, ed ù stata trasferita nel 9 D.C. alla confluenza del reno e del Nahe nel 9 D.C.
In Germania i romani mantennero degli avamposti permanenti ed ù normale che Abdes abbia trascorso gli ultimi anni della sua vita li e venisse sepolto nel cimitero romano di Bingerbruck.
In conclusione Abdes era di Sidone e probabilmente ebreo, aveva più o meno della stessa etù di Maria (Madre di Gesù), arruolato nell'esercito romano rimase in palestina fino al 6 D.C.
[24]Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto.
Luigi Cascioli, studioso del cristianesimo, ritiene che Gesù non sia mai esistito e Gesù fosse in realtà Giovanni di Gamala, figlio di Giuda di Gamala un rivoluzionario galileo che ha imperversato fino al 6 D.C. in una guerra dinastica con gli Erodiani a continuazione di quella del padre Ezechia.
I figli di Giuda il galileo sono presenti nei racconti di Giuseppe Flavio "Antichità Giudaiche" e "Guerra Giudaica" in merito alle rivolte giudaiche contro i Romani e culminate con la distruzione di Gerusalemme intorno all'anno 70 D.C.