INCHIESTA SU YEHOSHUA

BEN YOSEF

Nato-Betlemme
Data Morte
Ebrei Messianici
Genitori-Fratelli
Germoglio Davide
Giovanni Battista
PRESUNTA TOMBA GESU'
Calendario Ebraico
Lebbrosi
Matrimonio-Levirato
Data Nascita
Nazireato
Pasqua
Ponzio Pilato
Esseni - regolamento
Sacerdoti
Sentenza Condanna Gesù
Sette Ebraiche
Tributo tempio

GIORNATA EBRAICA

Giuseppe Flavio - (Antichità Giudaiche) - La creazione
Libro I:27 - I, I - In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra non era visibile, ma nascosta in tenebra profonda, e un vento la sorvolava: allora Dio ordinò che apparisse la luce.
Libro I:28 Fatto questo, considerò tutta la materia, Egli separò la luce dalla tenebra, chiamò questa “notte” e quella “giorno”, denominando “mattino” e “sera” l'inizio del giorno e la sua fine.
Libro I:29 E questa è la prima giornata, ma Mosè la chiamò “una” giornata; potrei ora darne il motivo, ma ho promesso di dare ragione di ogni cosa altrove: rimando a suo tempo il motivo di questo, non vedo alcuna ragione di farlo adesso.
Libro I:33 Mosè dice che il mondo e tutte le cose che sono in esso furono fatte in sei intere giornate e che nel settimo giorno (Dio) alzò le Sue mani dall'opera riposandosi; per questo motivo anche noi sospendiamo le nostre fatiche in questo giorno e lo chiamiamo sabato, parola che nella lingua ebraica significa “quiete”.
La genesi
Gen 1:1 Nel principio Dio creò i cieli e la terra.
La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque.
Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. 4 Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. 5 Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.
Poi Dio disse: «Vi sia una distesa tra le acque, che separi le acque dalle acque». 7 Dio fece la distesa e separò le acque che erano sotto la distesa dalle acque che erano sopra la distesa. E così fu. 8 Dio chiamò la distesa «cielo». Fu sera, poi fu mattina: secondo giorno.
Poi Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo e appaia l'asciutto». E così fu. 10 Dio chiamò l'asciutto «terra», e chiamò la raccolta delle acque «mari». Dio vide che questo era buono. 11 Poi Dio disse: «Produca la terra della vegetazione, delle erbe che facciano seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra». E così fu. 12 La terra produsse della vegetazione, delle erbe che facevano seme secondo la loro specie e degli alberi che portavano del frutto avente in sé la propria semenza, secondo la loro specie. Dio vide che questo era buono. 13 Fu sera, poi fu mattina: terzo giorno.
Poi Dio disse: «Vi siano delle luci nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; siano dei segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni; 15 facciano luce nella distesa dei cieli per illuminare la terra». E così fu. 16 Dio fece le due grandi luci: la luce maggiore per presiedere al giorno e la luce minore per presiedere alla notte; e fece pure le stelle. 17 Dio le mise nella distesa dei cieli per illuminare la terra, 18 per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre. Dio vide che questo era buono. 19 Fu sera, poi fu mattina: quarto giorno.
Poi Dio disse: «Producano le acque in abbondanza esseri viventi, e volino degli uccelli sopra la terra per l'ampia distesa del cielo». 21 Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, e che le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, e ogni volatile secondo la sua specie. Dio vide che questo era buono. 22 Dio li benedisse dicendo: «Crescete, moltiplicatevi e riempite le acque dei mari, e si moltiplichino gli uccelli sulla terra». 23 Fu sera, poi fu mattina: quinto giorno.
Poi Dio disse: «Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici della terra, secondo la loro specie». E così fu. 25 Dio fece gli animali selvatici della terra secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie e tutti i rettili della terra secondo le loro specie. Dio vide che questo era buono.
Poi Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. 28 Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». 29 Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. 30 A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu. 31 Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno.
Gen 2:1 Così furono compiuti i cieli e la terra e tutto l'esercito loro. 2 Il settimo giorno, Dio compì l'opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l'opera che aveva fatta. 3 Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Dio si riposò da tutta l'opera che aveva creata e fatta.

PASQUA EBRAICA - FESTA DEGLI AZZIMI

Bibbia

Libro dell'Esodo - 12
42 Questa è una notte da celebrarsi in onore del SIGNORE, perché egli li fece uscire dal paese d'Egitto; questa è la notte di veglia in onore del SIGNORE per tutti i figli d'Israele, di generazione in generazione.
Il SIGNORE disse a Mosè e ad Aaronne: «Questa è la norma della Pasqua: Nessuno straniero ne mangi,
44 ma ogni schiavo che avrai comprato potrà mangiarne, dopo essere stato circonciso.
45 Lo straniero di passaggio e il mercenario non potranno mangiarne.
46 Si mangi ogni agnello per intero in una casa. Non portate fuori casa nulla della sua carne e non gli spezzate neanche un osso.
47 Tutta la comunità d'Israele celebri la Pasqua.
48 Quando uno straniero soggiornerà con te e vorrà fare la Pasqua in onore del SIGNORE,
siano prima circoncisi tutti i maschi della sua famiglia. Poi venga pure a fare la Pasqua, e sia come un nativo del paese; ma nessun incirconciso ne mangi.
49 Vi sia un'unica legge per il nativo del paese e per lo straniero che soggiorna in mezzo a voi».
Libro dell'Esodo - 23
14 «Tre volte all'anno mi celebrerai una festa.
15 Osserverai la festa degli Azzimi. Per sette giorni mangerai pane azzimo, come te l'ho ordinato, al tempo stabilito del mese di Abib, perché in quel mese tu uscisti dal paese d'Egitto. Nessuno si presenterà davanti a me a mani vuote.
16 Osserverai la festa della Mietitura, con le primizie del tuo lavoro, con quello che avrai seminato nei campi e la festa della Raccolta, alla fine dell'anno, quando avrai raccolto dai campi i frutti del tuo lavoro.
17 Tre volte all'anno tutti gli uomini si presenteranno davanti al Signore vostro DIO.
18 Non mi offrirai il sangue della vittima insieme con pane lievitato; il grasso dei sacrifici della mia festa non sarà conservato durante la notte fino al mattino.
19 Porterai alla casa del SIGNORE Dio tuo il meglio delle primizie della terra. Non farai cuocere il capretto nel latte di sua madre.
Libro dell'Esodo - 34
25 Non offrirai con pane lievitato il sangue della vittima immolata a me, e il sacrificio della festa di Pasqua non sarà conservato fino al mattino.
Libro del Levitico - 23
4 «"Queste sono le solennità del SIGNORE, le sante convocazioni che proclamerete ai tempi stabiliti.
5 Il primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, sull'imbrunire, sarà la Pasqua del SIGNORE;
6 il quindicesimo giorno dello stesso mese sarà la festa dei Pani azzimi in onore del SIGNORE; per sette giorni mangerete pane senza lievito.
7 Il primo giorno avrete una santa convocazione; non farete in esso nessun lavoro ordinario;
8 per sette giorni offrirete al SIGNORE dei sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno si avrà una santa convocazione, non farete nessun lavoro ordinario"».
Libro dei Numeri - 9
1 Il SIGNORE disse ancora a Mosè, nel deserto del Sinai, il primo mese del secondo anno da quando furono usciti dal paese d'Egitto:
2 «I figli d'Israele celebreranno la Pasqua alla data stabilita.
3 La celebrerete nel tempo stabilito, il quattordicesimo giorno di questo mese, all'imbrunire; la celebrerete secondo tutte le leggi e le prescrizioni che vi si riferiscono».
4 Allora Mosè parlò ai figli d'Israele perché celebrassero la Pasqua.
5 Ed essi celebrarono la Pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, all'imbrunire, nel deserto del Sinai; i figli d'Israele si conformarono a tutti gli ordini che il SIGNORE aveva dato a Mosè.
6 Or vi erano degli uomini che, essendo impuri per aver toccato un morto, non potevano celebrare la Pasqua in quel giorno. Essi si presentarono in quello stesso giorno davanti a Mosè e davanti ad Aaronne,
7 e dissero a Mosè: «Noi siamo impuri perché abbiamo toccato un morto; perché ci sarebbe impedito di presentare l'offerta del SIGNORE, al tempo stabilito, insieme con i figli d'Israele?»
8 Mosè rispose loro: «Aspettate, e sentirò quello che il SIGNORE ordinerà a vostro riguardo».
9 Il SIGNORE disse a Mosè:
10 «Parla ai figli d'Israele e di' loro: "Se uno di voi o dei vostri discendenti sarà impuro per il contatto con un morto o sarà in viaggio, celebrerà lo stesso la Pasqua in onore del SIGNORE.
11 La celebreranno il quattordicesimo giorno del secondo mese, all'imbrunire; mangeranno la vittima con pane azzimo e con erbe amare;
12 non ne lasceranno nulla di avanzo fino al mattino e non ne spezzeranno nessun osso. La celebreranno secondo tutte le leggi della Pasqua.
13 Ma colui che è puro e che non è in viaggio, se si astiene dal celebrare la Pasqua, quel tale sarà tolto via dalla sua gente; siccome non ha presentato l'offerta al SIGNORE nel tempo stabilito, quel tale porterà la pena del suo peccato.
14 Se uno straniero che soggiorna tra di voi celebrerà la Pasqua del SIGNORE, si conformerà alle leggi e alle prescrizioni della Pasqua. Avrete un'unica legge, per lo straniero e per il nativo del paese"».
Libro dei Numeri - 23
16 «"Il primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, sarà la Pasqua in onore del SIGNORE.
17 Il quindicesimo giorno di quel mese sarà giorno di festa. Per sette giorni si mangerà pane azzimo.
18 Il primo giorno vi sarà una santa convocazione; non farete nessun lavoro ordinario,
19 ma offrirete, come sacrificio consumato dal fuoco, un olocausto al SIGNORE: due tori, un montone e sette agnelli dell'anno che siano senza difetti;
20 e, come oblazione, del fior di farina intrisa d'olio; ne offrirete tre decimi per un toro e due per un montone;
21 ne offrirai un decimo per ciascuno dei sette agnelli,
22 e offrirai un capro come sacrificio per il peccato, per fare l'espiazione per voi.
23 Offrirete questi sacrifici oltre all'olocausto della mattina, che è un olocausto quotidiano.
24 Li offrirete ogni giorno, per sette giorni; è un cibo di sacrificio consumato dal fuoco, di profumo soave per il SIGNORE. Li si offrirà oltre all'olocausto quotidiano con la sua libazione.
25 Il settimo giorno avrete una santa convocazione; non farete nessun lavoro
ordinario.
Libro del Deutereonomio - 16
1 Osserva il mese di Abib e celebra la Pasqua in onore del SIGNORE tuo Dio, poiché nel mese di Abib, il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha fatto uscire dall'Egitto, durante la notte.
2 Celebrerai la Pasqua al SIGNORE tuo Dio, sacrificando vittime delle tue greggi e dei tuoi armenti, nel luogo che il SIGNORE avrà scelto come dimora del suo nome.
3 Non mangerai con queste offerte pane lievitato; per sette giorni le mangerai con pane azzimo, pane d'afflizione, poiché uscisti in fretta dal paese d'Egitto, affinché per tutta la vita ti ricordi del giorno che uscisti dal paese d'Egitto.
4 Non si veda lievito presso di te, entro tutti i tuoi confini, per sette giorni; e della carne che avrai sacrificata la sera del primo giorno, nulla se ne conservi durante la notte fino al mattino.
5 Non potrai sacrificare l'agnello pasquale in una qualsiasi delle città che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.
6 Sacrificherai l'agnello pasquale soltanto nel luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto come dimora del suo nome; lo sacrificherai la sera, al tramontar del sole, nell'ora in cui uscisti dall'Egitto.
7 Farai cuocere la vittima e la mangerai nel luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto; la mattina te ne potrai tornare e andartene alle tue tende.
8 Per sei giorni mangerai pane azzimo, e il settimo giorno vi sarà una solenne assemblea, in onore del SIGNORE tuo Dio; non farai nessun lavoro.

Giuseppe Flavio - Antichità Giudaiche

Le festività: Capanne, Pasqua, Azzimi, Primi frutti, Pentecoste

Libro III:244 - 4
Nel quindicesimo giorno di questo mese, quando la stagione volge ormai all'inverno, (Mosè) comandò che ogni famiglia si eriga una tenda ove ripararsi dal freddo e proteggersi dall'inclemenza del tempo.
Libro III:245
Quando, in seguito, avranno una patria, si volgeranno verso quella Città che a motivo del tempio considereranno “metropoli”, e per otto giorni faranno festa, sacrificheranno olocausti e offriranno a Dio sacrifici di ringraziamento, nelle loro mani porteranno un mazzo composto di mirto, salice, e un ramoscello di palma con un frutto di pesco.
Libro III:246
Nel primo di quei giorni si offriranno olocausti uccidendo tredici buoi, quattordici agnelli, due montoni, e ancora un capretto in remissione dei peccati. Nei giorni seguenti si sacrifica lo stesso numero di agnelli e montoni, insieme al capretto, ma ridurranno i buoi a uno solo al giorno fino a raggiungere il numero sette.
Libro III:247
Nell'ottavo giorno, finalmente, si asterranno da qualsiasi lavoro e, come abbiamo detto sopra, offriranno a Dio il sacrificio di un vitello, un montone, sette agnelli, e un capretto per la remissione dei peccati. Queste sono le consuetudini ricevute dai padri che gli Ebrei osservano quando erigono le tende.
Libro III:248 - 5
Nel mese di Xanthicus, che da noi è detto Nisan e segna l'inizio dell'anno, nel quattordicesimo giorno del calendario lunare, il sole allora è nell'Ariete, proprio nel mese nel quale noi fummo tratti dalla servitù egiziana, ordinò che noi offrissimo lo stesso sacrificio, come ho già detto, che offrimmo allora, nella partenza dall'Egitto, sacrificio detto Pasqua. Così, infatti, noi lo celebriamo divisi in fratrie per non avanzare nulla delle vittime sacrificali fino al giorno dopo.
Libro III:249
Nel quindicesimo giorno, alla solennità della Pasqua segue quella degli Azzimi, della durata di sette giorni nei quali si cibano di pane azzimo, e ogni giorno si offrono in sacrificio due tori, un montone, e sette agnelli: di questi animali si fa olocausto, e si aggiunge ancora, ogni giorno, un capretto per i peccati, che ogni giorno serve per il sostentamento dei sacerdoti.
Libro III:250
Nel secondo giorno degli azzimi, cioè nel sedicesimo giorno, prendono parte del raccolto fatto, e del quale fino allora non hanno toccato, giudicando loro debito onorare prima Dio, donatore dell'abbondanza di questi doni, e Gli offrono le primizie dell'orzo con il seguente rituale:
Libro III:251
Dopo avere seccato e sgranato un covone liberando le spighe dalla crusca, ne portano un assaron a Dio sull'altare, ne lasciano lì sopra un pizzico, e il rimanente lo concedono ai sacerdoti. Allora, sia in pubblico che in privato, si possono fare le mietiture. Oltre a ciò, ai primi delle biade, si accompagna l'olocausto di un agnello a Dio.
Libro III:252 - 6
Compiuta la settima settimana che viene dopo questo sacrificio, questi sono i quarantanove giorni delle (cosiddette) “Settimane”, nel cinquantesimo giorno che gli Ebrei chiamano Azarthá, parola che significa Pentecoste, offrono a Dio un pane di due assaron di farina fatto col lievito, e il sacrificio di due agnelli.
Libro III:253
Questi, per legge, si offrono a Dio, ma sono lasciati per la mensa dei sacerdoti, ai quali non è permesso lasciarne parte per il giorno seguente; destinano inoltre a olocausti tre vitelli, due montoni, e quattordici agnelli, con due capretti per remissione dei peccati.
Libro III:254
In ogni festività si offrono olocausto e ci si astiene dalla fatica del lavoro: in tutte, infatti, è prescritta la classe di sacrifici, il periodo di tranquillo riposo; ed è in previsione di una festività che sono offerti i loro sacrifici.
Libro III:255 - 7
La provvista del pane azzimo era a spese della comunità e si impiegavano venti assaron di fior di farina; i pani si cuociono due a due separatamente, il giorno prima del sabato; nella mattina del sabato sono portati dentro, posti sulla sacra mensa distribuiti in due file, gli uni di fronte agli altri.
Libro III:256
Su di essi sono sistemati due piatti d'oro pieni d'incenso, e così restano fino al sabato seguente: quando al loro posto vengono portati degli altri, i primi sono dati da mangiare ai sacerdoti, mentre l'incenso viene bruciato dal fuoco sacro sul quale consumano tutti gli olocausti, e altro incenso è messo sopra i pani.
Libro III:257
Il sacerdote, a proprie spese, e due volte al giorno, offre farina mescolata a olio e rassodata con una leggera cottura; la misura è un assaron di farina: la metà è messa sul fuoco da lui al mattino, e l'altra metà sul fare della sera. Di questa materia tratterò più accuratamente altrove; per ora mi pare che sia sufficiente quanto ho detto.