INCHIESTA SU YEHOSHUA

BEN YOSEF

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IL MATRIMONIO SECONDO LA BIBBIA

I giovani ed il matrimonio

Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche

Libro IV:244 - 23
Giunti all'età del matrimonio i giovani sposino vergini libere di onesti parenti. Chi non intende sposare una vergine non si unisca con una donna che vive con un altro uomo, corrompendola o rattristando il suo primo uomo. Una schiava non deve essere sposata da un uomo libero, anche se si sentisse spinto da grande amore: tale passione deve essere dominata dal decoro e dal rispetto della propria dignità.
Libro IV:245
Inoltre, non deve esserci matrimonio con una prostituta; a motivo dell'abuso del suo corpo, Dio non accetterebbe i sacrifici nuziali di lei. I vostri figli avranno sentimenti corretti e rivolti alla virtù soltanto se non sono frutto di matrimoni disonorevoli o di un'unione frutto di ignobile passione.

L'eredità non passerà da una tribù ad un altra

Deteuronomio - Numeri 36

I capifamiglia dei figli di Gàlaad, figlio di Machir, figlio di Manàsse, tra le famiglie dei figli di Giuseppe, si fecero avanti a parlare in presenza di Mosè e dei principi capifamiglia degli Israeliti
e dissero: «Il Signore ha ordinato al mio signore di dare il paese in eredità agli Israeliti in base alla sorte; il mio signore ha anche ricevuto l'ordine da Dio di dare l'eredità di Zelofcad, nostro fratello, alle figlie di lui.
Se queste si maritano a qualche figlio delle altre tribù degli Israeliti, la loro eredità sarà detratta dalla eredità dei nostri padri e aggiunta all'eredità della tribù nella quale esse saranno entrate; così sarà detratta dall'eredità che ci è toccata in sorte.
Quando verrà il giubileo per gli Israeliti, la loro eredità sarà aggiunta a quella della tribù nella quale saranno entrate e l'eredità loro sarà detratta dalla eredità della tribù dei nostri padri».
Allora Mosè comunicò agli Israeliti quest'ordine ricevuto dal Signore: «La tribù dei figli di Giuseppe dice bene.
Questo il Signore ha ordinato riguardo alle figlie di Zelofcad: si mariteranno a chi vorranno, purché si maritino in una famiglia della tribù dei loro padri.
Nessuna eredità tra gli Israeliti potrà passare da una tribù all'altra, ma ciascuno degli Israeliti si terrà vincolato all'eredità della tribù dei suoi padri.
Ogni fanciulla che possiede una eredità in una tribù degli Israeliti, si mariterà ad uno che appartenga ad una famiglia della tribù di suo padre, perché ognuno degli Israeliti rimanga nel possesso dell'eredità dei suoi padri
e nessuna eredità passi da una tribù all'altra; ognuna delle tribù degli Israeliti si terrà vincolata alla propria eredità».

Eredità delle donne sposate

Libro IV:174 - 5
Ora si erano avvicinata a Mosè i capi della tribù di Manasse per riferirgli che un membro notabile della loro tribù, un certo Solofonte, era morto senza lasciare alcun discendente maschio, ma soltanto figlie; interrogato se a queste sarebbe passata l'eredità, egli rispose:
Libro IV:175
se esse volevano collocarsi con persone della loro tribù, potevano portare con sé l'eredità ai loro mariti, ma qualora si sposassero in un'altra tribù, dovevano lasciare l'eredità nella tribù paterna. Da allora fu legge che l'eredità di ognuno debba restare nella sua tribù.

Legge del levirato

Bibbia - Deuteronomio, 25,5

Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con un forestiero; il suo cognato verrà da lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere del cognato;
il primogenito che essa metterà al mondo, andrà sotto il nome del fratello morto perché il nome di questo non si estingua in Israele.
Ma se quell'uomo non ha piacere di prendere la cognata, essa salirà alla porta degli anziani e dirà: Mio cognato rifiuta di assicurare in Israele il nome del fratello; non acconsente a compiere verso di me il dovere del cognato.
Allora gli anziani della sua città lo chiameranno e gli parleranno; se egli persiste e dice: Non ho piacere di prenderla,
allora sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e prendendo la parola dirà: Così sarà fatto all'uomo che non vuole ricostruire la famiglia del fratello.
La famiglia di lui sarà chiamata in Israele la famiglia dello scalzato.

Prova per la donna adulterà

Numeri (5,11 - 6)

Il Signore aggiunse a Mosè:
«Parla agli Israeliti e riferisci loro: Se una donna si sarà traviata e avrà commesso una infedeltà verso il marito
e un uomo avrà avuto rapporti con lei, ma la cosa è rimasta nascosta agli occhi del marito; se essa si è contaminata in segreto e non vi siano testimoni contro di lei perché non è stata colta sul fatto,
qualora lo spirito di gelosia si impadronisca del marito e questi diventi geloso della moglie che si è contaminata oppure lo spirito di gelosia si impadronisca di lui e questi diventi geloso della moglie che non si è contaminata,
quell'uomo condurrà la moglie al sacerdote e porterà una offerta per lei: un decimo di efa di farina d'orzo; non vi spanderà sopra olio, né vi metterà sopra incenso, perché è un'oblazione di gelosia, un'offerta commemorativa per ricordare una iniquità.

Il sacerdote farà avvicinare la donna e la farà stare davanti al Signore.
Poi il sacerdote prenderà acqua santa in un vaso di terra; prenderà anche polvere che è sul pavimento della Dimora e la metterà nell'acqua.
Il sacerdote farà quindi stare la donna davanti al Signore, le scoprirà il capo e porrà nelle mani di lei l'oblazione commemorativa, che è l'oblazione di gelosia, mentre il sacerdote avrà in mano l'acqua amara che porta maledizione.
Il sacerdote farà giurare quella donna e le dirà: Se nessun uomo ha avuto rapporti disonesti con te e se non ti sei traviata per contaminarti ricevendo un altro invece di tuo marito, quest'acqua amara, che porta maledizione, non ti faccia danno!
Ma se ti sei traviata ricevendo un altro invece di tuo marito e ti sei contaminata e un uomo che non è tuo marito ha avuto rapporti disonesti con te...
Allora il sacerdote farà giurare alla donna con un'imprecazione; poi dirà alla donna: Il Signore faccia di te un oggetto di maledizione e di imprecazione in mezzo al tuo popolo, facendoti avvizzire i fianchi e gonfiare il ventre;
quest'acqua che porta maledizione ti entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e avvizzire i fianchi! E la donna dirà: Amen, Amen!

Poi il sacerdote scriverà queste imprecazioni su un rotolo e le cancellerà con l'acqua amara.
Farà bere alla donna quell'acqua amara che porta maledizione e l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrle amarezza;
il sacerdote prenderà dalle mani della donna l'oblazione di gelosia, agiterà l'oblazione davanti al Signore e l'offrirà sull'altare;
il sacerdote prenderà una manciata di quell'oblazione come memoriale di lei e la brucerà sull'altare; poi farà bere l'acqua alla donna.
Quando le avrà fatto bere l'acqua, se essa si è contaminata e ha commesso un'infedeltà contro il marito, l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà e i suoi fianchi avvizziranno e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo.
Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente e avrà figli.
Questa è la legge della gelosia, nel caso in cui la moglie di uno si sia traviata ricevendo un altro invece del marito e si contamini e per il caso in cui lo spirito di gelosia si impadronisca del marito e questi diventi geloso della moglie; egli farà comparire sua moglie davanti al Signore e il sacerdote le applicherà questa legge integralmente.
Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità».

Flavio Giuseppe

Libro III:270 - 6
Se uno sospetta che la moglie abbia commesso adulterio, porti un assaron di orzo macinato, ne offra una manciata a Dio, il resto lo dia ai sacerdoti, quanto alla donna, un sacerdote la ferma alle porte che guardano il tempio, e dopo avere rimosso il velo che le copre il capo, scrive il nome di Dio su di una membrana,
Libro III:271
poi le fa giurare di non avere offeso il marito in alcun modo: qualora lei abbia offeso la decenza, le si tronchi la gamba destra, le si gonfi il ventre e muoia; ma se è per un eccesso d'amore e per una insorta gelosia, che il marito si è adombrato e si è mosso in modo da sospettare di lei, allora possa lei partorire un maschio nel decimo mese.
Libro III:272
Compiuti questi giuramenti, il sacerdote espunge il Nome dalla membrana e lo spreme in una caraffa, prende un po' di terra dal suolo del tempio, la metta nell'acqua e gliela fa bere: se l'accusa che le è stata fatta è ingiusta, presto diventa incinta e conduce il parto a maturità;
Libro III:273
se invece è provata bugiarda, ha infranto la fede matrimoniale al marito e al Dio dei suoi giuramenti, lei va verso una vergognosa fine: si stacca la sua gamba e l'idropisia colpisce il suo ventre.

Infedeltà coniugale

Flavio Giuseppe, Antichità Giudaiche

Libro IV:246
Se un uomo sposa una (donna) come vergine, ma trova poi che non è così, ponga la cosa in giudizio ed egli stesso ne sia l'accusatore, avvalendosi, per dimostrarlo, degli indizi che ha; il padre o il fratello o, in mancanza di questi, chi è considerato il parente più prossimo prenda le parti della donna.
Libro IV:247
Se la donna è giudicata innocente, continui a vivere col suo accusatore, il quale non ha alcun motivo per licenziarla, salvo che in seguito gli fornisca delle ragioni ben gravi e innegabili per fare così.
Libro IV:248
E per essere stato così precipitoso e ardito nell'addurre una accusa calunniosa contro di lei, egli sia sottoposto a una doppia penalità: sia sottoposto a quaranta sferzate meno una e paghi cinquanta sicli al padre di lei. Ma se egli prova che la giovane fu corrotta, se è una ragazza del popolo, che non fu custodita intatta nella sua verginità fino alle legittime nozze, sia lapidata; se è (una ragazza) di stirpe sacerdotale, sia bruciata viva.
Libro IV:249
Se uno ha due mogli, una delle quali è tenuta in speciale onore e affezione, sia per amore, per bellezza, o per altra causa, e l'altra invece la tiene in minore conto, qualora il figlio della preferita sia più giovane del nato dall'altra, e in virtù dell'affezione del padre per sua madre pretenda i diritti del primogenito, di riportare cioè una porzione doppia della sostanza del padre, secondo quanto ho stabilito nelle leggi, questa pretesa non sia accolta.
Libro IV:250
Poiché non è giusto che quello che è nato prima resti defraudato di quello che gli spetta perché sua madre ha un posto più piccolo nell'affezione del padre.
Libro IV:251
Chi vìola una giovane promessa a un altro: se uno la persuade e ottiene il di lei assenso alla violazione, lui muoia insieme a lei; poiché ambedue sono colpevoli: lui perché persuase la giovane a subire spontaneamente un'infamia e a preferirlo a un onesto sposalizio; lei perché per piacere e per interesse si lasciò persuadere a disonorare se stessa.
Libro IV:252
Ma se lui l'incontra mentre era sola, la costrinse e non c'era nessuno che l'aiutasse, muoia solo lui. Colui che vìola una vergine non ancora promessa, egli stesso la deve sposare; però se il padre della fanciulla non vuole dargliela, paghi cinquanta sicli come compenso dell'oltraggio fattole.
Libro IV:253
Chi, per qualsivoglia motivo, vuole divorziare dalla moglie che vive con lui, e tra gli uomini possono sorgere molti di questi motivi, deve testimoniare per scritto che non vuole avere più alcuna convivenza con lei; così la donna otterrà il diritto di unirsi a un altro: il che, prima, non le era permesso. Qualora anche dall'altro fosse maltrattata oppure, dopo la sua morte, il primo marito volesse sposarla, non le è permesso ritornare da lui.
Libro IV:254
Qualora a una donna senza figli muoia il marito, la sposi il fratello di lui, e il figlio che nascerà sarà chiamato col nome del deceduto e lo allevi qual successore dell'eredità. Ciò tornerà anche a vantaggio del bene pubblico: le famiglie non si estingueranno e le proprietà resteranno tra i parenti; e, nella disgrazia, sarà di conforto alle mogli vivere con un parente prossimo del primo marito.
Libro IV:255
Qualora il fratello non voglia sposarla, la donna si rechi davanti al consiglio degli anziani e attesti che è suo desiderio restare in questa famiglia e avere figli da lui, ma egli non la vuole accettare, oltraggiando in tal modo la memoria del fratello deceduto. Allorché il consiglio gli domanderà per quale motivo è contrario al matrimonio, sia che egli adduca una ragione leggera o grave, il risultato sarà lo stesso:
Libro IV:256
la moglie del fratello sciolga i propri sandali, gli sputi in faccia e dichiari che egli merita da lei un tale trattamento perché ha oltraggiato la memoria del deceduto. Egli lasci il consiglio degli anziani portandosi questo rimprovero per tutta la vita, lei poi sarà libera di sposare chiunque voglia.
Libro IV:257
Se un uomo ha preso prigioniera una vergine o una sposata, e vuole vivere con lei, non gli è lecito accostarsi a lei, se prima lei non si è raso il capo e, con abiti di lutto, non ha pianto congiunti e amici da lei persi in guerra,
Libro IV:258
per soddisfare al dolore della loro perdita, prima di volgersi ai conviti e alle nozze. Poiché è bene e giusto che, prendendola per averne figli, egli abbia rispetto per i desideri di lei e che non debba trascurare quanto le è gradito, e sia intento esclusivamente al proprio piacere.
Libro IV:259
Passati trenta giorni nel lutto, tanto può bastare a persone normali, per piangere i loro cari, si procede alle nozze. Se però, cessata la sua passione, rifiuta di tenerla come sposa, di li in poi non ha alcun diritto di farne una schiava: sia libera di andare dove vuole, le è garantita la libertà.

Rispetto del Matrimonio

Bibbia - Deuteronomio - (22,22 - 23)

Quando un uomo verrà colto in fallo con una donna maritata, tutti e due dovranno morire: l'uomo che ha peccato con la donna e la donna. Così toglierai il male da Israele.
Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e l'uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il male da te.
Ma se l'uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza pecca con lei, allora dovrà morire soltanto l'uomo che ha peccato con lei; ma non farai nulla alla fanciulla.
Nella fanciulla non c'è colpa degna di morte: come quando un uomo assale il suo prossimo e l'uccide, così è in questo caso, perché egli l'ha incontrata per i campi: la fanciulla fidanzata ha potuto gridare, ma non c'era nessuno per venirle in aiuto.
Se un uomo trova una fanciulla vergine che non sia fidanzata, l'afferra e pecca con lei e sono colti in flagrante, l'uomo che ha peccato con lei darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d'argento; essa sarà sua moglie, per il fatto che egli l'ha disonorata, e non potrà ripudiarla per tutto il tempo della sua vita.

Le Unioni Proibite

Levitico, 18

Il Signore disse ancora a Mosè:
«Parla agli Israeliti e riferisci loro. Io sono il Signore, vostro Dio. Non farete come si fa nel paese d'Egitto dove avete abitato, né farete come si fa nel paese di Canaan dove io vi conduco, né imiterete i loro costumi.
Metterete in pratica le mie prescrizioni e osserverete le mie leggi, seguendole. Io sono il Signore, vostro Dio. Osserverete dunque le mie leggi e le mie prescrizioni, mediante le quali, chiunque le metterà in pratica, vivrà. Io sono il Signore.
Nessuno si accosterà a una sua consanguinea, per avere rapporti con lei. Io sono il Signore. Non recherai oltraggio a tuo padre avendo rapporti con tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità.
Non scoprirai la nudità della tua matrigna; è la nudità di tuo padre.
Non scoprirai la nudità di tua sorella, figlia di tuo padre o figlia di tua madre, sia nata in casa o fuori.
Non scoprirai la nudità della figlia di tuo figlio o della figlia di tua figlia, perché è la tua propria nudità.
Non scoprirai la nudità della figlia della tua matrigna, generata nella tua casa: è tua sorella.
Non scoprirai la nudità della sorella di tuo padre; è carne di tuo padre.
Non scoprirai la nudità della sorella di tua madre, perché è carne di tua madre.
Non scoprirai la nudità del fratello di tuo padre, cioè non ti accosterai alla sua moglie: è tua zia.
Non scoprirai la nudità di tua nuora: è la moglie di tuo figlio; non scoprirai la sua nudità.
Non scoprirai la nudità di tua cognata: è la nudità di tuo fratello.

Non scoprirai la nudità di una donna e di sua figlia; né prenderai la figlia di suo figlio, né la figlia di sua figlia per scoprirne la nudità: sono parenti carnali: è un'infamia.
E quanto alla moglie, non prenderai inoltre la sorella di lei, per farne una rivale, mentre tua moglie è in vita.
Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l'immondezza mestruale.
Non peccherai con la moglie del tuo prossimo per contaminarti con lei.
Non lascerai passare alcuno dei tuoi figli a Moloch e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio.
Non ti abbrutirai con alcuna bestia per contaminarti con essa; la donna non si abbrutirà con una bestia; è una perversione. Non vi contaminate con nessuna di tali nefandezze; poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi.
Il paese ne è stato contaminato; per questo ho punito la sua iniquità e il paese ha vomitato i suoi abitanti.
Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni e non commetterete nessuna di queste pratiche abominevoli: né colui che è nativo del paese, né il forestiero in mezzo a voi.
Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che vi era prima di voi e il paese ne è stato contaminato.
Badate che, contaminandolo, il paese non vomiti anche voi, come ha vomitato la gente che vi abitava prima di voi.
Perché quanti commetteranno qualcuna di queste pratiche abominevoli saranno eliminati dal loro popolo.
Osserverete dunque i miei ordini e non imiterete nessuno di quei costumi abominevoli che sono stati praticati prima di voi, né vi contaminerete con essi. Io sono il Signore, il Dio vostro».